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Leader assoluto della difesa, Gabriel Paletta sta disputando la miglior stagione della sua carriera in rossonero.

Se è vero che la storia è ciclica, il calcio, e racchiuso in esso il Milan, non fa eccezione. Il denominatore comune di ogni grande ciclo rossonero è facilmente rintracciabile nella solidità difensiva. Da Rocco ad Ancelotti, passando per Sacchi e Capello, ogni formazione in maglia rossonera (o, per l’occasione, bianca) che abbia alzato almeno una Coppa dalle grandi orecchie, poggiava su una retroguardia pressoché imbattibile. E se oggi il Milan deve accontentarsi di trofei ben meno prestigiosi, leggasi Supercoppa Italiana, il modus operandi non cambia: quando il Diavolo vince, lo fa grazie ad una difesa di alto livello.

E a comandare una retroguardia che sta stupendo anche i più scettici per solidità ed efficacia, c’è Gabriel Paletta. Scartato l’anno scorso da Sinisa Mihajlovic, che gli preferì Alex, l’ex centrale di Parma e Atalanta si sta prendendo la sua rivincita: 15 partite, pressoché tutte da titolare, un gol decisivo, messo a segno nella rocambolesca vittoria casalinga contro il Sassuolo, e media voto altissima. Tanto di guadagnato anche per il collega di reparto di Paletta, quell’Alessio Romagnoli che ad oggi rappresenta il futuro della difesa sia del Milan che della Nazionale e che sta disputando una stagione ad altissimi livelli.

Nella stagione della redenzione, Paletta si sta dimostrando non solo leader della squadra in campo e fuori, ma anche chioccia per un giovane dal futuro assicurato ed elemento imprescindibile per la squadra. Niente male, per uno che l’anno scorso era stato scartato senza essere minimamente preso in considerazione…

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