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Parma Milan è il festival degli attaccanti: finalmente i gol da chi li deve fare

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La vittoria contro il Parma è stata una boccata d’aria fresca per il Milan, che ha conquistato tre punti fondamentali per la lotta Champions. Tutte le inseguitrici hanno vinto, e per questo ci aspetta un finale veramente di fuoco.

Il Milan si conferma squadra micidiale in trasferta, in grado di conquistare 40 punti su 45 disponibili. Nessuno come la squadra di Pioli, che sembra avere tutt’altro spirito quando gioca lontana da San Siro.

Uno degli aspetti sicuramente più piacevoli della trasferta emiliana è stato il ritorno al gol degli attaccanti. Sì perché il Milan è sempre stato criticato di far segnare poco chi di lavoro dovrebbe farlo, gli attaccanti appunto. Se Ibra è a quota 15 reti in campionato, i suoi compagni di reparto non possono dire lo stesso. Il secondo marcatore dei rossoneri, a quota 10, è Franck Kessie, mentre Rebic e Leao sono a 6, Hauge e Diaz a 2.

Ed ecco che a Parma si sono sbloccati sia Ante Rebic che, soprattutto, Rafa Leao. Il croato non è un centravanti puro, il suo lavoro non è propriamente quello di sfondare la porta a ogni partita, ma di certo Rebic è uno che la porta la sa vedere. Nella sua esperienza rossonera Rebic ha realizzato 17 gol di cui 16 nel girone di ritorno, a dimostrazione del fatto che ci mette un po’ a carburare, ma quando è in giornata è fondamentale per Pioli.

Leao, invece, tra prestazioni sottotono e infortuni non segnava da ben 3 mesi. Ora anche lui, come il compagno croato, è a quota 6, e ha eguagliato il record di reti dello scorso anno. Leao è molto giovane ma ha una qualità fuori dal comune, e si vede. Può giocare sia da esterno sia da prima punta, e se in futuro dovesse diventare più costante e meno svogliato può veramente dire la sua. Grande velocità e progressione, ma troppo spesso il carattere ne limita le potenzialità.

In tutto questo Ibrahimovic è rimasto a secco contro il Parma, ma ha offerto l’assist per il gol di Rebic. Quello che ha rimediato è un’espulsione assurda, ridicola, ma questa è un’altra storia.

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