Resta in contatto con Daily Milan

Milanello

Pioli e il segreto della semplicità. Auguri Mister!

Avatar

Pubblicato

il

Un anno di Milan e quante sfide vinte. L’ultima? Leao. Il suo dream team conta più punti di tutti nel 2020.

Quando varcò per la prima volta i cancelli di Milanello, anzi già qualche ora prima, sui social si scatenò il pandemico: Pioli Out entrò in trending topic, divenne l’hashtag del momento su Twitter. Se ne liberò con un paio di battute, difeso a spada tratta dalla dirigenza di Casa Milan, convinta della scelta fatta per provare a risollevare una stagione iniziata malissimo.

Stefano Pioli era il profilo migliore sulla piazza per sostituire il deludente Marco Giampaolo. Dal professore al normal one, la quiete delle idee come medicina per superare la tempesta delle soluzioni. Il gruppo ne ha tratto giovamento fin dal primo giorno di lavoro: Pioli è riuscito in breve tempo a riordinare i concetti nella testa dei giocatori e a toccare le corde giuste, quelle dello stimolo soprattutto.

Un anno fa oggi (nel giorno del suo 54esimo compleanno) il 2-2 a San Siro contro il Lecce, arrivato con una beffa allo scadere firmata da Calderoni. Era già il Milan di Pioli, nelle movenze più logico del Milan di Giampaolo. Il segreto in un anno di rivoluzione è stata la semplicità: è bastato – per così dire – dare fiducia a tutti, individuare in campo i ruoli giusti, spingere i più giovani aiutandoli anche a commettere errori. Poi è arrivato Zlatan Ibrahimovic davanti e Simon Kjaer dietro, esperienza e sicurezza hanno fatto tanto. Hanno fatto tutto il resto.

In spogliatoio, a Milanello, Pioli ha voluto appendere la classifica dell’anno solare 2020 e a fianco una seconda lista aggiornata ogni settimana. La prima è fissa e ricorda al gruppo che nessun’altra squadra in Serie A da gennaio è riuscita a fare meglio: 57 punti il Milan, 56 l’Atalanta, 49 la Juventus. La seconda classifica varia e punta a sottolineare le individualità, chi ha brillato in un fondamentale (ad esempio nei passaggio riusciti) e chi deve lavorare più a fondo per migliorarsi. Pioli ha fatto gruppo anche così: parlando ai giocatori, inserendoli al centro del mondo Milan nella loro zona più confortevole e creando esempi da seguire. Quello simbolo del cambiamento è Hakan Calhanoglu: da Giampaolo a Pioli, Hakan ha mutato completamente volto e prestazioni. Ma l’elenco è lungo: Rebic, Bennacer, Kessié, Calabria, Leao. Ecco, l’ultima sfida vinta (o quasi) è proprio Leao: il Club aveva espressamente chiesto a Pioli di salvaguardare il patrimonio tecnico generato anche dalle più recenti campagne acquisti e Pioli l’ha fatto. Come? Dando fiducia (Rafa titolare nel derby) e ruolo. L’ha fatto come ha sempre fatto: semplicemente.

Ah. Buon primo compleanno rossonero Mister!