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Conferenza Stampa

Pioli: «Mandzukic può giocare insieme a Ibra. Domani voglio una prova di qualità»

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Di giorni ne sono passati 397 da quello sciagurato Atalanta-Milan di campionato. Cinque sberle, Diavolo piegato a metà e irriso dalla Dea, Pioli traballante ma solo nei tribunali dei tifosi. Per il Milan quel ko servì sì a riflettere ma soprattutto ad accelerare le trattative sul mercato con gli arrivi di Simon Kjaer, Zlatan Ibrahimovic e Alexis Saelemaekers. Sono passati 397 giorni da Atalanta-Milan del 22 dicembre 2019, domani sera a San Siro se ne conteranno 398: di acqua lungo i Navigli se n’é vista fin troppa, così come i capolavori in campo di un Milan oggi profondamente cambiato nel temperamento. Oggi è un Milan convinto del proprio valore, guerriero, coeso in campo e in spogliatoio: «Quella partita l’avevamo in realtà chiusa in fretta, con la vittoria di Cagliari – spiega Pioli incalzato sul ricordo in conferenza stampa (oggi è giorno di vigilia a Milanello) -. Il nostro percorso era già iniziato lì. Per quanto riguarda questa partita, andrà giocata con molta lucidità e intensità. Sono squadre che primeggiano anche nei contrasti, quindi sarà anche una gara fisica. All’Atalanta non possono che essere fatti tanti complimenti, hanno intrapreso un percorso e un lavoro incredibili. Noi dobbiamo fare una prova di qualità e provare a vincere. Gasperini e la frecciatina sui troppi rigori? Giochiamo un calcio offensivo, siamo spesso in area, è per questo che prendiamo tanti penalty e tanti pali».

La prima notizia importante a Carnago è che l’emergenza di Cagliari oggi è meno emergenza: out Romagnoli e Saelemaekers per squalifica, recuperano Ante Rebic, Rade Krunic e Theo Hernandez, e Pioli da domani avrà a disposizione tre carte in più nel proprio mazzo: a Meite, che ha debuttato lunedì sera alla Sardegna Arena, si sono aggiunti in questi giorni Mario Mandzukic e – se il tempo non aggroviglierà i piani di Via Aldo Rossi – Fikayo Tomori sbarcato oggi all’aeroporto di Malpensa in arrivo da Londra: «Siamo molto soddisfatti per Theo – commenta il tecnico –, ha perso solo una settimana di allenamenti ma devo dire che forse aveva anche bisogno di riposo. Lui ci garantisce tante soluzioni soprattutto in fase offensiva. Per quanto riguarda Mandzukic, si è inserito subito bene, ha già lavorato in Italia e ha una mentalità moderna ed europea. Ho visto in lui parecchia determinazione e fisicamente l’ho trovato molto bene. Il ritmo partita è una cosa diversa, ma si è presentato tirato e voglioso. Potevamo tenerlo fuori un mese ad allenarsi per fargli trovare la condizione migliore o buttarlo subito dentro, e abbiamo scelto la seconda strada. Ho parlato con lui della posizione in campo e non potevo aspettarmi risposta migliore: mi ha detto “gioco dove è più utile”». Cresce la curiosità di vederlo in campo insieme a Ibra, chissà magari qualche minuto già domani sera sul verde del Meazza: «Lungo la stagione sarà una possibilità. Nella mia ottica è arrivato anche per giocare con Zlatan. Sono aperto a qualsiasi soluzione per cercare alternative valide e cambiare i punti riferimento agli avversari».

A proposito di Tomori: «Ha aggressività, fisicità e sa leggere bene situazioni, le impressioni sono positive». Stagione superlativa invece per Davide Calabria: «Nella crescita tanti meriti sono suoi, le mie scelte dell’anno scorso a volte lo hanno penalizzato, ma lui non ha mai smesso di lavorare duro e quest’anno si merita tutta la mia fiducia. Ha una serenità interiore diversa ed è molto intelligente in entrambe le fasi». Contro l’Atalanta (fischio d’inizio alle ore 18) si rivedrà in campo anche Rafa Leao: «Può essere un fattore decisivo in qualsiasi partita, viste le sue qualità. Mentalmente sta pensando di più al gol, a essere di più dentro l’area. E questo è solo un bene».