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Analisi

Pioli si gusta la prima vittoria del 2021 e il ritorno del muro danese

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Da Benevento i ragazzi sono tornati a Milanello con un’altra vittoria in tasca. Due a zero contro una squadra molto ben organizzata e diretta magistralmente in panchina dall’ex rossonero Pippo Inzaghi. Che fosse una partita difficile lo sapevamo, come del resto lo si ripete costantemente dalla prima uscita di campionato. Ogni avversario di Serie A è ostico se non lo si affronta nel modo corretto, con un atteggiamento convinto e grintoso. Questo al Milan domenica sera non è mancato e fin da subito ha alzato la pressione cercando di imporre il proprio gioco.

Riavvolgiamo il nastro: il primo tempo

La rete del vantaggio è stata siglata da Franck Kessie dagli undici metri, dopo un’incomprensione fra due difensori del Benevento che ha visto Rebic avventarsi con un airone in area intercettando un pallone diretto verso Tuia. Per l’arbitro non ci sono stati dubbi: calcio di rigore. Franck è stato glaciale dal dischetto e ha firmato il suo quinto gol stagionale. La partita però ha preso una piega inaspettata al 33′ quando Tonali, nel tentativo di recuperare una palla persa, ha commesso un’ingenuità su Schiattarella che gli è costata, dopo la revisione del VAR, il cartellino rosso. Milan in dieci uomini. Da questo episodio la squadra di Inzaghi ha preso coraggio iniziando a macinare gioco e affidandosi alla fantasia dei suoi attaccanti. Gigio Donnarumma è stato chiamato a una serie di interventi importanti ai quali però ha risposto sempre presente tenendo in piedi il risultato. La partita è stata difficile ma i ragazzi hanno saputo soffrire. Il primo tempo è terminato così: ha deciso il penalty al 15′ del nostro “Presidente”.

La magia di Leao nel secondo tempo

A inizio ripresa i rossoneri hanno seguito lo stesso copione con cui erano partiti nella prima frazione di gioco, ma coscienti di non volersi scoprire eccessivamente data l’inferiorità numerica e il vantaggio già acquisito. Minuto 49: Rebic con un filtrante con i contagiri ha innescato la velocità di Leao che ha anticipato in uscita Montipò, allargandosi a sinistra, e girato di spalle ha realizzato una vera e propria magia: con un destro precisissimo dal limite dell’area ha insaccato il pallone scavalcando il portiere e il difensore giallorosso: 2-0. Autentica prodezza balistica del numero 17 che ha così mostrato le sue indiscutibili qualità tecniche.

Piccolo flash su Leao

Rafa deve migliorare nel corso della partita dando più continuità alla prestazione e rimanendo più spesso nel vivo dell’azione. La gara di Benevento è esattamente lo specchio del suo modo di giocare. Il primo tempo ha fotografato un Leao spento e avulso dal gioco, mentre nella seconda frazione è salito in cattedra motivato da un bellissima rete; ha iniziato a puntare l’uomo e a tenere palla. Rafael lavora ogni giorno per raggiungere quella continuità tanto richiesta dal mister e da tutti i tifosi con la volontà di vederlo sempre più determinante. Quest’anno lo è stato più volte a conferma di una mentalità diversa con la quale scende in campo quando è chiamato in causa. Pioli crede molto nel ragazzo, domenica lo ha dimostrato sostituendo non lui ma Diaz dopo l’espulsione di Tonali, chiaro segnale di fiducia nel suo estro. Se continua così potrà essere l’arma in più per il proseguo della stagione.

Il Benevento non ha mai mollato

Nonostante il doppio gol di svantaggio, il Benevento domenica ha continuato a macinare gioco cercando di accorciare le distanze. Ha avuto anche la possibilità per farlo al 61′ con Caprari, che però ha sprecato un penalty spedendo la palla lontano dalla porta. Un sospiro di sollievo per Pioli.

Ci pensa Simon!

Uno dei fattori centrali della partita è stato Simon Kjaer. Prestazione straordinaria la sua. Le palle alte sono state tutte di sua proprietà, sempre pulito ed efficace nell’anticipare gli attaccanti, semplicemente una barriera umana contro la quale si è andata a schiantare l’onda giallorosso. Il muro danese è tornato a dirigere la squadra sul terreno di gioco ma non solo: all’80′ minuto ha ceduto il posto a Pierre Kalulu e le telecamere lo hanno inquadrato più volte mentre impartiva consigli al suo sostituto da bordocampo. Che leader, che mentalità! Se solo non sapessimo chi fosse Simon, lo avremmo scambiato per l’allenatore. Oh mister, attenzione!, sembra che alcuni giocatori vogliano rubarle il posto! Si scherza chiaramente. Che sia l’ambizione di Kjaer quella di allenare un giorno non lo sappiamo, ma l’attitudine è quella, a conferma di come nella rosa del Milan tutti si vogliano sentire importanti mostrando la loro presenza, sia dentro sia fuori dal campo. Bentornato Simon! Non è un caso che la squadra domenica sia uscita dal “Ciro Vigorito” di Benevento con la porta inviolata, regalando un altro clean sheet a Gigio Donnarumma.

Ora la Juve

La partita è terminata con il risultato di due reti a zero. Un’ennesima prova di forza dei ragazzi che sono tornati a Milano ancora in testa alla classifica. Parlare di continuità ormai sembra scontato e allo stesso tempo le voci che etichettavano il Milan come squadra Ibra-dipendente si stanno pian piano affievolendo fino quasi a scomparire. Con questo non si vuol dire che la presenza dello svedese non sia fondamentale, tutt’altro e lo dimostrano semplicemente le sue 10 marcature in appena 6 partite. Ciò che intendiamo è che la squadra, nonostante l’assenza del suo fuoriclasse, guarda avanti e gioca ugualmente con grande concentrazione e fame di vincere. Sul cammino dei ragazzi arriva mercoledì la Juventus di Pirlo, che sicuramente vorrà riscattarsi dalla sconfitta nello scorso anno subita in rimonta 4-2 a San Siro. I ragazzi di Pioli saranno pronti ad affrontarla con grande consapevolezza, mentalità e carattere.

Ancora una volta, il Milan ha festeggiato sul pullman nel viaggio da Benevento a Napoli intonando quel motivetto ormai diventato un cult, un vero tormentone in casa rossonera: “Pioli is on fire”. Questa volta a cantarlo non c’era Theo, ma nulla di preoccupante. Lo rivedremo mercoledì sera in campo, sotto il nostro cielo contro i bianconeri.