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L'attesa

Pioli: «Vogliamo subito rimettere in campo una prestazione positiva»

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Che sia un bene, che sia un male affrontare l’Inter tre giorni dopo il pesante ko con l’Atalanta è tema di accesa discussione. Da un lato è sempre positivo ripartire subito dopo una “giornata storta”, dall’altro nelle condizioni in cui si presenta oggi lo spogliatoio del Milan l’occasione ha più le sembianze del rischio. Domani a San Siro mancheranno di sicuro Hakan Calhanoglu – ancora positivo al Covid – e Ismael Bennacer – che rientra a Bologna sabato in campionato -, da valutare invece soltanto nell’ultimo allenamento le condizioni di Tonali, Kalulu e Mandzukic, usciti acciaccati dalla sfide del weekend. Stefano Pioli ci tiene a precisarlo nell’intervista della vigilia rilasciata ai microfoni del club channel rossonero, Milan TV.

Testa all’Inter, che da padrona di casa ospita Romagnoli e compagni domani sera per il derby dei quarti di finale di Coppa Italia: «È una competizione a parte, più facile da affrontare mentalmente. È una partita unica, un torneo a cui teniamo ma in campionato sarà un’altra storia, ci saranno altre partite importanti in mezzo prima del derby. Ci sono avversari insidiosi, ma la volontà è di rimettere in campo subito una prestazione positiva. Faremo di tutto per arrivare fino in fondo, tutte le grandi si giocano quarti e semifinali. Non siamo stati fortunati nel sorteggio, il nostro è il quadrante più forte ma se vuoi vincere la coppa devi batterle tutte».

Inevitabile tornare al ko rimediato contro la Dea di Gian Piero Gasperini, unica avversaria imbattuta in campionato nell’era Pioli: «Restano i 43 punti dell’andata e una squadra solida, ma abbiamo provato sabato che rischi di soccombere se non tieni certi livelli. Ora cercheremo di fare uno sforzo ancora maggiore per fare gli stessi risultati. Non ho dormito la notte perché ho rivisto la partita e credo che nel nostro lavoro sia molto importante la comunicazione con la squadra il giorno dopo. Avere delle pressioni è un privilegio perché vuol dire essere arrivati a un certo livello e noi vogliamo starci. Ben vengano le pressioni, quelle esterne le conosciamo ma contano più quelle interne che ci creiamo da soli. Vogliamo essere ambiziosi e vincere tutte le partite, dobbiamo convivere con le pressioni e anzi dobbiamo volerle».