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Milanello

Pit stop per l’allungo: a Ferrara fuori Bonaventura, dentro Paquetà

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Mediana e trequarti, i punti di forza della monoposto rossonera. Il diktat del tecnico: «Tenere alta la determinazione per giocarcela con tutti».

La doppia trasferta ravvicinata (domani sera la Spal a Ferrara, sabato la Lazio all’Olimpico di Roma) obbliga Stefano Pioli al primo pit stop della “nuova stagione”. Il Milan cambia poco, un set di gomme dalla mescola più morbida – per dirla con termini cari agli appassionati di Formula Uno – e via. Per evitare sbandate improvvise il tecnico richiama l’attenzione su due elementi, entrambi centrali nella conferenza stampa di oggi a Milanello: la determinazione «per restare attaccati alla classifica» dopo il doppio successo convincente con Lecce e Roma, il turnover (dove possibile) perché «è impensabile che ogni tre giorni giochino sempre gli stessi undici».

Contro la Spal riposa Jack Bonaventura (a proposito, pare lo voglia il neo promosso Benevento di Pippo Inzaghi). Jack è stato il meno impattante tra i rossoneri a San Siro domenica pomeriggio ed è il più sostituibile lista dei convocati alla mano (che arriverà solo domani prima della partenza in treno per l’Emilia Romagna). Fuori Jack e dentro Lucas Paquetà. La fantasia, la saudade, il tocco morbido al potere, nella speranza che per il brasiliano arrivi presto “la volta buona” anche alla voce gol. Se lo augura da mesi il Club e non solo Pioli: non c’è giorno che passa senza che qualcuno ai piani alti di Casa Milan non ricordi che sarà per un bel po’ il brasiliano più costoso della storia della Serie A. Dopo la buona prestazione del weekend – con la Roma è entrato a gara in corso – oggi il numero 39 ha mandato un segnale a Società e tifosi allontanando le voci che lo vorrebbero prossimo a rientrare in Brasile. “Ogni giorno vado in un club diverso – ha scritto su Instagram -. Rispetto il San Paolo, ma questa notizia non è vera ragazzi! Tutti sanno che il mio cuore è rosso e nero. Ma non vedo un mio ritorno in Brasile, tranne che per tornare a casa mia. Un abbraccio a tutti”. C’è da capire se Lucas si riferisce al rossonero del Flamengo o ai colori del Milan.

Tolti gli undici titolari di domenica, Pioli nel mazzo non ha molte carte da giocarsi a Ferrara. Rebic è intoccabile, Leao quindi partirà per l’ennesima volta guardando il campo dalla panchina. Anche la coppia Kessie-Bennacer sulla mediana si muove dosando bene i giri, convince, fa il proprio dovere senza accelerate inutili a scaldare troppo il motore. Lo mantiene lineare con il ritmo giusto. Il Milan non è un bolide, ma almeno a fine gara ci arriva integro e a questo Pioli basta. A differenza di avversari con qualche cavallo in più sulla carta ma che stentano oggi, superata la pandemia, a ritrovare il feeling con il tracciato della Serie A. Bisogna sfruttare il momento, il mister lo ha ben sottolineato alla vigilia di Milanello.

Ciò che conta in questa intensa fase della stagione è che chiunque venga chiamato in causa dia il proprio apporto positivo. È successo a Lecce con Leao, si è ripetuto dinnanzi alla Roma con Saelemaekers, attore protagonista nell’azione che ha portato all’1-0 di Rebic. Ma soprattutto con Paquetà, che dal suo ingresso nella ripresa ha cambiato il volto alla squadra: Lucas a differenza di Jack Bonaventura non attende il pallone, lo va a cercare e contro i giallorossi di Fonseca è stato un punto di riferimento fondamentale per i compagni nella fase di costruzione. L’arma che mancava per fare un salto di qualità nel cuore del gioco, dove soprattutto nel primo tempo la Roma aveva retto discretamente disinnescando i passaggi di Bennacer.

Pioli da Lucas non si aspetta scintille, si attende questo. Una prova di attenzione e coraggio. Vuole più movimenti. Perché il Milan che si muove, che spazia sulla trequarti con i suoi interpreti, che non attende ma osa aggredire, diventa imprevedibile agli occhi di chiunque. Ecco l’altra parolina magica che alla vigilia di Ferrara può essere letta tra le righe: imprevedibilità. Oggi che i muscoli non tengono il passo della testa, mandare su di giri le monoposto avversarie con improvvisi zigzag a chiudere ogni spiraglio di sorpasso, beh, può davvero rivelarsi decisivo. Su ogni pista.