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Coppa Italia

Ribaltone Milan all’overtime, frena Sheva e vola ai quarti

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Il Genoa di Andriy Shevchenko si porta in vantaggio a San Siro al 17′ e sfiora il 2-0 prima dell’intervallo. Poi cresce il Milan, che firma il sorpasso durante il primo tempo supplementare. Decisivi i cambi di Pioli nella ripresa.

Sorride Sheva? No, sorride Pioli. Ma che brividi! Il diavolo rischia di piegarsi al grifone e di salutare dopo appena novanta minuti la Coppa Italia. Invece, incassato il gol dei liguri, porta il match al supplementare pareggiando i conti nel secondo tempo. Una prestazione in crescendo quella dei rossoneri, che ora ai quarti attendono la vincente di Lazio-Udinese.

È la formazione migliore quella che Stefano Pioli schiera dopo il Venezia e prima dello Spezia (lunedì ospite a San Siro), avversarie dei rossoneri in campionato. Lì il Milan è secondo in classifica, il Genoa penultimo. Equilibri che nella prima metà del match più freddo della stagione sembrano clamorosamente invertiti. I padroni di casa accarezzano il gol con Krunic da corner, colpiscono la traversa, sembra la classica serata in discesa ma è solo un’illusione. Il Genoa è avversario tosto.

Ed è proprio il Genoa, da calcio d’angolo, a portarsi avanti dopo diciassette minuti con Leo Skiri Ostigard: Hernandez perde il duello, praticamente non lotta, si fa anticipare dal norvegese di testa e i rossoblù ringraziano. Pioli perde Tomori per un risentimento al ginocchio sinistro, fa tutto da solo Fik, al suo posto entra Alessandro Florenzi e la linea difensiva torna quella del “Penzo”. Non è la stessa invece la catena di sinistra, su quel binario i meccanismi grattano: Hernandez e Rebic non si intendono e la manovra è poco fluida, la miccia non si accende.

Nella ripresa, che gli ospiti per poco non aprono sul 2-0 (Portanova sciupa a ridosso dell’intervallo), cambia lo spartito. Pioli mescola il mazzo: via Rebic, Krunic e Maldini, dentro Leao, Bakayoko e Diaz. Il Milan ha un altro ritmo, spinge meglio, impegna Semper con Gabbia e sfiora il gol anche con Messias. Lo trova, il gol, con Olivier Giroud, il francese nel suo stadio (l’ex Chelsea segna solo a San Siro) e vale il pareggio a un quarto d’ora dal gong. Pioli si gioca l’ultimo cambio: fuori Messias, al suo posto Saelemaekers. A meno di dieci giri dal novantesimo Destro prova a impensierire Maignan, Mike è lontano dai pali, Florenzi qualche minuto dopo Semper con un tiro da fuori, potente ma centrale. Nulla da fare, si va all’overtime.

Con Leao il Milan è più imprevedibile e pericoloso. Il supplementare si apre con il portoghese mina vagante nell’area piccola, Semper sgrana gli occhi, il Genoa si salva, e Tonali che dalla lunga per poco non firma un eurogol, un missile che si spegne vicino allo specchio. Il Milan ci crede, il Milan insiste, ci prova anche con Hernandez, il momento è caldo. Manca solo il gol: ci pensa Leao, e chi se non lui. Dopo aver spaccato il match Rafa al 102′ scodella un cross, sbaglia la misura, ma la parabola che ne esce è imprendibile per Semper, muore verso l’angolino, la palla colpisce il palo e si insacca.

Ostigard non ci sta e dopo il cambio campo si inventa un mezzo capolavoro sognando la doppietta. Replica Diaz sotto la Sud, servito da Saelemaekers, palla alta da posizione molto invitante, corpo troppo all’indietro. È un batti e ribatti, il Genoa non indietreggia, scalda i guanti di Maignan, se la gioca. Speranze che si spengono però un attimo dopo: azione in velocità, Hernandez serve al centro, Saelemaekers è sul dischetto e può solo indirizzarla in porta. Onore al Genoa, che esce dal Meazza a testa alta. Il Milan vola ai quarti.

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