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Editoriale

RIGORosamente primi, RIGORosamente in testa

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Sono settimane che ci penso e al sondaggio di Sport Mediaset ancora non riesco a trovare un senso. Non vi so dire se i rigori per il Milan siano stati assegnati per “fortuna” o per “merito” (vi giuro ogni volta che lo dico mi viene da ridere, se il senso lo avete trovato scrivetemi tranquillamente in direct su Instagram), ma sono sicuro che il Milan È PRIMO per merito. E come si dice dalle parti di chi di rigori a favore (e non solo…) ne ha visti tanti negli ultimi anni: questo non è importante, è l’unica cosa che conta.

Però alla fine ogni entità ha un senso, anche le domande di Sport Mediaset. E allora provo a sforzarmi di trovare una risposta a quel sondaggio. Lo faccio con numeri, statistiche e dati, l’unica cosa non opinabile nel bellissimo mondo del calcio. Tralasciando la casualità, che c’è sempre e da sempre, o gli errori individuali degli avversari, noi siamo una squadra veloce, rapida, brava a fraseggiare nello stretto. I giocatori saltano l’uomo, e Pioli ha una rosa di dribblatori veloci che si infilano nelle difese e spesso vengono buttati giù. L’indole è chiara e riporta a nomi noti: Leao, Calhanoglu, Rebic e Theo Hernandez, che si butta dentro a cento all’ora.

Alla voce “dribbling riusciti” il francese è quinto a 28, dietro a Messias, De Paul, Boga e Ribery, nessuno di questa “top five” gioca nell’Inter, piuttosto che con la Juve o alla Roma…se non punti l’uomo è difficile conquistare rigori, ma andiamo avanti.
Restando in tema dribbling, l’ex Real è il secondo difensore tra i primi 15 (l’altro è Singo del Torino con 26). Inoltre Çalhanoglu – un gol, 7 assist e 5 legni in Serie A – è al secondo posto per occasioni create nel 2020 (16 come Pellegrini). E, se proprio vogliamo provare a dare una risposta al sondaggio, anche qui c’è lo zampino di Stefano Pioli.

Perché tutti questi numeri devono essere tradotti anche tatticamente: pressing.
I rossoneri sono sempre lì, pericolosi anche sui piazzati (5 gol). Numeri e statistiche danno ragione alla squadra di Pioli, che porta sempre tanti giocatori in area e pressa in modo ragionato quando gli avversari sono in uscita (vedi il rigore concesso contro il Benevento, conquistato da Rebic e realizzato da Kessié). Insomma, forse alla fine al sondaggio dei colleghi di Sport Mediaset una risposta c’era.

L’unica pecca è che tutta questa bufera sul record di rigori fischiati al Milan rischia di oscurare il LAVORONE di Mister Pioli e dei suoi ragazzi. Tutti parlano di tiri dal dischetto, nessuno dice che il Milan si vede ammonire un calciatore già diffidato da quasi 6 partite consecutive, nessuno dice che il Milan con l’undici titolare ha giocato solo UNA volta (a Napoli, e in quell’occasione Ibra si fece male a un quarto d’ora dalla fine), nessuno dice che il Milan ha una media di SETTE giocatori indisponibili ogni weekend. Anche questi sono record.

Andiamo avanti sulla nostra strada, che è ben indirizzata verso orizzonti importanti.
Aspettando un sorpasso che, prima o poi…arriverà. Ma con la consapevolezza che per stare in testa così a lungo ci vogliono due ingredienti che possono sembrare distanti come dolce e salato ma opposti non lo sono:
umiltà e…RIGORE. A molti non piacerà, a noi va benissimo così.