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Analisi

Tabù Tonali, il predestinato è ancora un’incognita

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Sandro Tonali è arrivato al Milan nello scorso mercato estivo tra la gioia incontenibile dei tifosi. Su di lui c’era anche l’Inter, il suo acquisto è stato vissuto come un derby anticipato. Come è normale che sia un calciatore ha sempre bisogno del suo periodo di ambientamento quando entra in uno spogliatoio nuovo. Questo periodo però è passato, ora è giunto il momento di fare valutazioni e riflessioni sul suo rendimento.

Sandro ha lasciato in estate il Brescia dopo una discreta stagione che lo ha presentato al grande calcio come uno degli italiani più promettenti in Serie A. Sbarcato a Milanello tra le più rosee aspettative, il calciatore lodigiano ad oggi non ha ancora espresso veramente le sue qualità. In stagione ha collezionato 15 presenze di cui 11 da titolare per un totale di 912 minuti giocati. In Europa League Pioli l’ha sempre schierato dal primo minuto sia ai preliminari sia alla fase a gironi. Per quanto riguarda il suo apporto nella fase offensiva i numeri sono a dir poco deludenti: nessuna rete all’attivo, non ha contribuito nemmeno a servire assist ai compagni. Numeri legati – probabilmente – alla sua posizione da mediano che lo vede piuttosto lontano dalla porta avversaria; questo però non giustifica le prestazioni insipide che spesso lo vedono avulso dalla manovra rossonera. Mister Pioli lo sta impiegando spesso data anche la prolungata assenza di Ismael Bennacer in mezzo al campo. Purtroppo però fino a questo momento Sandro non è riuscito a dare continuità alla sua crescita.

Sull’onda dell’entusiasmo qualcuno era convinto che avrebbe presto “rubato” il ruolo a Bennacer imponendosi come il registra della squadra. Fino ad ora questo non si è visto. Anzi, la pressione lo sta destabilizzando impedendogli di dare sfogo alle sue indiscutibili qualità tecniche. La aspettative nei suoi confronti non sono state sicuramente d’aiuto. Il periodo di ambientamento è terminato e il ragazzo non dimostra ancora la maturità e la grinta necessaria per indossare la maglia del Milan. Di questo però ci stupiamo, dal momento che il numero che ha sulle spalle è probabilmente la sintesi calcistica del concetto di grinta, ovvero la numero 8 indossata un tempo da Rino Gattuso. Lo stesso Sandro ha più volte dichiarato nelle interviste di avere come fonte di ispirazione l’ex rossonero per l’abnegazione, la dedizione e soprattutto la cattiveria che mostrava in campo.

Al Tonali oggi manca sicuramente tutto questo, manca la convinzione nei propri mezzi che lo aveva contraddistinto e fatto emergere nelle due passate stagioni al Brescia. Il suo rendimento non convince ma niente disfattisti. Le qualità del ragazzo non sono in discussione, si tratta solo di farle emergere con continuità nell’arco dei novanta minuti. Per farlo Sandro deve continuare a lavorare in allenamento con la stessa convinzione: per vestire la maglia rossonera, squadra per cui ha sempre detto di tifare, bisogna applicarsi scendendo in campo in ogni partita con la fame di vincere.

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