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Un gran Milan non basta, tra mille errori Milan-Atletico Madrid finisce 1-2

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Così fa male. A differenza della sconfitta di Liverpool, in cui i rossoneri avevano comunque fornito una prestazione maiuscola per spirito e cuore, giocandosela anche per buoni tratti della partita, il risultato finale maturato ieri sera di 1-2 a favore dell’Atletico ha il sapore di una vera e propria beffa. Dopo aver visto in campo una delle migliori versioni del Milan targato Pioli, in cui i giocatori sembravano davvero indiavolati dominando la partita per quasi tutto il primo tempo, la severa espulsione di Kessié al 30′ e il molto dubbio rigore concesso all’Atletico nei minuti di recupero hanno irrimediabilmente compromesso la partita, che il Milan avrebbe ampiamente meritato di portarsi a casa.

Gioco, spirito e compattezza di squadra

Nonostante la sconfitta e le rivedibili decisioni dell’arbitro Cakir, resta la prestazione molto positiva da parte dei ragazzi di Stefano Pioli. Nella bolgia di San Siro, che ha riassaporato il gusto delle magiche notti di Champions dopo ben 7 anni di astinenza, i giocatori rossoneri hanno ulteriormente dimostrato, come accaduto a Liverpool, di essere una grande squadra, specialmente durante il primo tempo dove i colchoneros sono stati letteralmente surclassati dal bel gioco del Milan. Pressing alto, aggressività, immediate verticalizzazioni e grandi giocate di qualità hanno contraddistinto la prima parte della gara, in cui i rossoneri per il gran numero di occasioni create avrebbero dovuto concludere la prima frazione con ben più di un gol di vantaggio. L’espulsione e la conseguente inferiorità numerica hanno naturalmente stravolto il piano partita, constatando però il fatto che il Milan sa anche soffrire nei momenti di difficoltà, fornendo infatti una prestazione stoica per tutto il secondo tempo, in cui si è cercato di proteggere con le unghie e con i denti il gol siglato da Leao, mostrando ancora una volta lo spirito, il cuore e la compattenza di questo gruppo, così come la grande organizzazione tattica della squadra.

Arbitraggio non all’altezza

L’arbitro turco Cüneyt Cakir considerato da anni uno dei migliori fischietti d’Europa e avendo anche arbitrato match di un certo calibro, come la finale della Champions League del 2015, è diventato ieri sera il vero protagonista, in negativo, della partita. Nonostate la sua lunga carriera a livello internazionale, l’arbitro turco ha preso delle decisioni ampiamente rivedibili nel corso di tutto la partita, partendo dal secondo giallo assolutamente eccessivo a Franck Kessié, espulsione che ha completamente dirottato l’intero match dalla parte degli uomini del Cholo Simeone. Da quel momento lo spartito della partita è cambiato, così come la sua direzione che non è stata più all’altezza, perdendo il controllo della gara e facendo infuriare giocatori, tifosi e anche la proprietà del fondo Elliot, la famiglia Singer, che nella giornata di oggi ad un evento organizzato da Fondazione Milan ha ironizzato sull’arbitraggio del turco. Infine per assegnare definitivamente i tre punti all’Atletico, Cakir ha concesso in maniera del tutto frettolosa durante i minuti di recupero un rigore inesistente per un tocco mano di Kalulu, senza ritenere opportuno di rivedere l’episodio al Var. Analizzando inoltre i precedenti, le squadre italiane nella gare delle competizioni europee in cui è stato il turco ad arbitrare non hanno mai vinto una sola partita, sarà forse una casualità ma il match di ieri sfortunatamente ha dimostrato proprio il contrario.

Tra Leao, Tomori e Bennacer è stato un grande Milan

Spinto dalla carica di un San Siro stracolmo, il Milan per quasi tutto il primo tempo e anche nei minuti immediatamente successivi all’espulsione, ha fornito una prestazione sfavillante, in cui hanno brillato davvero molti giocatori. Rafa Leao è stato in assoluto il migliore in campo, non solo per la rasoiata che ha trafitto Oblak, ma per la personalità che ha messo in campo e per essere stato sempre costante nel corso della gara, senza mai avere i suoi momentanei blackout. Inoltre sempre dalle sue giocate sono partite alcune tra le migliori occasioni per i rossoneri, come l’incredibile rovesciata che si è stampata sulla traversa, prodezza che avrebbe fatto esplodere lo stadio. Brahim Diaz, suo compagno di reparto, ha mostrato ancora una volta in questo inizio di stagione tutte le sue qualità, giocando tra le linee e spostandosi su tutta l’ampiezza del fronte offensivo, mettendo in continua difficoltà gli avversari e aprendo continui varchi per le imbucate dei propri compagni. Monumentale è stata anche la prova di Bennacer, che dopo qualche prestazione non all’altezza sembra aver ritrovato la forma dei suoi giorni migliori, recuperando una marea di palloni, gestendo il possesso palla con eleganza e sicurezza e correndo instancabilmente per tutta la partita. Altra prova superlativa è stata quella di Fikayo Tomori, che dominando l’intera area di rigore ha completamente annullato Luis Suarez. In generale però l’intero reparto difiensivo ha giocato una grande partita, reggendo l’assedio colchonero per l’intera seconda frazione e senza mai correre grandi pericoli fino al gol di Griezmann all’86’, quando il muro rossonero è definitivamente ceduto.

Ci sarebbero molti altri giocatori da menzionare ma da sottolineare è il fatto che ora questo gruppo deve avere la consapevolezza di essere forte e che può davvero giocarsela alla pari con tutte, come queste due prime partite di Champions hanno dimostrato. E’ vero che l’autostima non porta punti ma in questo momento per una squadra giovane come il Milan è indispensabile, soprattutto dopo questa bruciante sconfitta, che non condanna ancora i rossoneri ma che ha reso abbastanza complicate le possibilità di passaggio del turno.

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