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Se qualcuno può pensare di essere su “Scherzi a parte”, voglio rassicurarlo immediatamente che quel che sta vivendo in presa diretta non è frutto della fantasia malata di qualche buontempone in vena di burle ma invece è del tutto assolutamente vero. Sì, il Milan, nel tentativo di ricostruirsi e rigenerarsi per tornare, a breve, nell’elitè del calcio che conta – da sempre suo habitat naturale – sta mettendo a ferro e fuoco il mercato, italiano e internazionale, con ben nove – dicasi “nove” – “colpi” messi fin qui a segno, ultimi in ordine di tempo quelli relativi al metronomo argentino Lucas Biglia in uscita dalla Lazio e quello non meno importante di Leonardo Bonucci affidabilissimo centrale difensivo della Juventus. Due pedine di importanza capitale, per talento ed esperienza, a disposizione di Vincenzo Montella che vanno, con gli altri già in organico, a completare un puzzle col quale il tecnico rossonero può – se e quando lo desidera – decidere di variare, a suo totale piacimento, l’assetto tattico non solo a seconda dell’avversario che di volta in volta dovrà affrontare, ma anche in corso d’opera.

Tanti campioni e numerosi ottimi, anzi eccellenti giocatori in grado di rinverdire, nel palmares, i fasti d’un tempo anche recente e riaccendere nell’anima, tra i tifosi del Vecchio Diavolo, quella passione e quell’amore che negli ultimi anni sono venuti giocoforza a mancare, causa vicissitudini di vario genere. E allora vien da chiedersi se, come a noi, anche al buon Adriano Galliani, per più di due lustri deus ex machina del Milan berlusconiano, sarà girata la testa, oltre al classico e rituale mancamento e a un pizzico d’immancabile invidia, vedendo roteare tra i corridoi di Casa Milan tutti quei quattrini che a lui, nell’ultimo periodo, hanno invece fatto difetto. Mai s’è vista, neppure nei momenti più sfarzosi della Storia rossonera, tanta generosa munificenza e altrettanta lussuosa magnificenza al punto che, ad ora, il duo Fassone-Mirabelli hanno messo sul piatto del calciomercato un’enormità di danaro, poco meno di 200 milioni di euro per ringiovanire e ristrutturare un collettivo che aveva bisogno di una totale rinfrescata. Non più, insomma, i soliti “parametri zero” – improbabili e imbarazzanti pedatori col pedigree annacquato e ancor meno stimoli – messi a segno dall'”ancienne regime”, ma giocatori veri, di qualità e con la fame – calcistica s’intende – di chi vuole arrivare e prendersi il palcoscenico.

Certo, qualcuno (forse) potrebbe nutrire dubbi sull’opportunità di “cambiare” così tanto e subito, mettendo adesso nelle pesti un allenatore sicuramente bravo ma estremamente giovane come l’ex aeroplanino. Serviva però farlo, non si poteva più tergiversare. Se si voleva cavalcare l’onda del cambiamento e tornare, nel più breve tempo possibile, a competere ai livelli consueti, questo era il momento. Dunque, bene così… Ancora un ultimo sforzo (l’altro attaccante) e poi l’opera sarà completa e per chi avrà voglia di fare un giro alla “fiera dei sogni”, lo spettacolo è servito. Lì, tra l’abilità manuale di Mastro Geppetto (Marco Fassone) e l’inventiva fantasiosa de il Gatto e la Volpe (Mirabelli- Montella) potremo davvero cominciare a divertirci.

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