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Incantato? Mah, forse è un termine esagerato per spiegare una prestazione certamente di livello superiore ma ancora con qualche sbavatura di troppo. No, meglio non esagerare con una terminologia troppo enfatizzante, decisamente più saggio restare con i piedi ben piantati a terra. Però questo Milan cresce e cresce bene. Dall’amichevole di Lugano, al confronto con il Bayern di Carlo Ancelotti passando per Aubameyang e soci, i rossoneri pare abbiano fatto passi importanti in funzione del preliminare di Europa League con il Craiova.

Perché è quel doppio confronto, al cospetto dei rumeni di Davis Mangia, il viatico necessario affinché i rossoneri debbano riappacificarsi col Vecchio Continente dopo tanti, troppi anni di inusuale, imbarazzante assenteismo. L’Europa ha assoluto bisogno del Milan così come il Milan non può continuare a restare fuori dalle manifestazioni calcistiche che l’Uefa propone. Lo ha ricordato, nei giorni scorsi, anche il presidente del Real Madrid, Florentino Perez facendo riferimento al ritorno, in grande stile e con potenziale economico poderoso, del Milan nel suo habitat naturale.

Si, siamo tornati e almeno per il momento – per quanto questo periodo di preparazione possa dare risposte propositive -, tutto sta girando nel modo migliore. L’ho detto prima e lo ribadisco: c’è ancora molto da lavorare per ritrovare l’antico splendore, ma la strada intrapresa è davvero quella giusta. Ricordo che negli anni passati qualcuno ci spiegava che senza i quattrini provenienti dalle coppe europee non era possibile fare acquisti. Sbagliatissimo. Quando si gioca in Borsa, è buona regola – lo sanno tutti – non investire soldi e quindi non comprare quando i titoli salgono ma farlo, per poter guadagnare, quando questi scenari sono al ribasso. E il Milan cinese proprio questo sta facendo… Ora che il brand è ai minimi storici serve investire per tornare ad essere competitivi e vincenti col tempo.

Soddisfatti? Per ora sì, ma stiamo tranquilli e andiamo avanti con la politica, assai saggia e illuminata, dei “piccoli passi”. Uno “step” alla volta senza voler strafare o fare il passo più lungo della gamba. Si, manca ancora qualcosa a livello di organico, soprattutto un bomber da 20-25 gol a stagione. La dirigenza rossonera ha ribadito che ancora qualcosa verrà fatto per garantire a Montella una squadra in grado di giocarsela con tutti e su ogni fronte. Io, per il momento mi accontento ma quando si comincerà a fare sul serio serve lasciare da parte ogni tipo di conformismo e gettare il cuore oltre l’ostacolo. E’ allora che vedremo il nuovo Milan, quello che dovrà farci capire dove è lecito arrivare. E se i prodromi sono quelli giusti, ogni impresa, anche quella in apparenza impossibile può diventare… normale amministrazione.

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