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Yacine Adli, il principino francese che ha stregato il Diavolo

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In attesa dell’acquisto (molto vicino) di Alessandro Florenzi, il Milan è intento a consolidare la sua politica basata sui giovani di talento. E, pur non essendo il solo, il nome di Yacine Adli è sicuramente in cima alla lista dei desideri di Via Aldo Rossi. Yacine Adli qualche anno fa sembrava essere l’ennesimo talento sprecato. Nel 2018 era in scadenza contrattuale col Psg e gli erano bastati 7 minuti per mettersi in mostra tra i professionisti, attirando sopratutto l’interesse dell’Arsenal di Emery, lo stesso tecnico che lo aveva fatto esordire a Parigi. Ma Adli ha rifiutato,ha rinnovato ed è rimasto 6 mesi senza giocare mai, nonostante ciò non rimpiange nulla (frase pronunciata da lui stesso). Nel Gennaio 2019 passa al Bordeaux a titolo definitivo per 5 milioni e mezzo.

Il suo acquisto, è merito di una persona in particolare. Frederic Longuepée, il presidente del Bordeaux che lo conosceva bene fin da quando era vicedirettore generale incaricato alle questioni commerciali del Paris-saint-Germain. Questo perché la storia di Yacine si intreccia fin da subito con Parigi e Bordeaux, il padre era un barista parigino che ospitava i tifosi del bordeaux nel proprio pub, lo Z caffé. Yacine aveva 8 anni e tifava per Juninho e il suo Olympique Lione campione di Francia. Adli a Bordeaux è cresciuto e sta crescendo, è un giocatore raffinato, alto 1.86 e con una conduzione palla da fuoriclasse. Un fuoriclasse, yacine, lo era sicuramente fuori dal campo. A scuola portava il pallone sempre nella propria testa e la media dell’otto nella pagella. Andava benissimo in musica e ha pure studiato pianoforte al conservatorio. Come se non bastasse, nel proprio sobborgo, ha fondato un’associazione che porta il suo nome, e aiuta i senzatetto a mangiare e dormire.

Ha segnato 5 gol in 60 partite di Ligue 1, tantissime per un millenial. Stirpe algerina, sangue francese e qualità al potere, non è Zidane….ma il futuro è sicuramente dalla parte di Yacine Adli.

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