Ralf Rangnick torna a orbitare attorno al Milan e, questa volta, non come semplice suggestione. Dopo anni di voci e trattative mai concretamente concluse, il dirigente e commissario tecnico dell’Austria è riemerso nei discorsi della proprietà rossonera nel pieno della rivoluzione avviata da Gerry Cardinale. I contatti tra le parti ci sono stati davvero e riguardano un possibile ingresso del tedesco nell’area tecnica del club.
Non si parla della panchina, almeno per ora. L’idea del Milan sarebbe quella di affidare a Rangnick un ruolo strategico più ampio, legato alla costruzione dell’organizzazione sportiva e alla definizione della nuova identità tecnica rossonera. Un profilo, quindi, vicino a quello ricoperto negli anni all’interno dell’universo Red Bull, dove il dirigente tedesco si è costruito la reputazione di innovatore e scopritore di talenti.
La scelta non sarebbe casuale. Dopo il terremoto interno seguito alla mancata qualificazione in Champions League, Cardinale vuole ridisegnare completamente la struttura sportiva del Milan. L’addio simultaneo ad Allegri, Furlani, Tare e Moncada ha lasciato un vuoto dirigenziale enorme e la proprietà è convinta che serva una figura forte, internazionale e con una visione moderna del calcio europeo.
Rangnick rappresenterebbe esattamente questo tipo di profilo. Nel corso della carriera ha contribuito alla crescita di realtà come Hoffenheim, Lipsia e Salisburgo, imponendo un modello basato su scouting avanzato, sostenibilità economica e calcio ad alta intensità. Una filosofia che piace particolarmente a RedBird e che potrebbe diventare il punto di partenza del nuovo progetto milanista.


