in una recente intervista Fabio Cappello ha dichiarato che Rangnick non è il nome giusto per il Milan
La bocciattura dell’allenatore Rangnick
Il momento del Milan resta al centro del dibattito calcistico. Dopo la rivoluzione societaria e tecnica, il club rossonero si ritrova in una delicata fase di ricostruzione totale. A commentare la situazione è l’ex tecnico Fabio Capello, intervistato da La Gazzetta dello Sport. L’allenatore esprime forti perplessità sul futuro del Diavolo, legando il momento alle recenti delusioni sul campo. La mancata qualificazione alla Champions League pesa molto e alimenta una pressione enorme sulla dirigenza. Secondo il tecnico friulano, la società è ora chiamata a ripartire con decisione e senza commettere errori. “Quanti dubbi”, commenta amaramente Capello di fronte a questo scenario incerto.
Capello analizza la nuova struttura del club e critica la scelta di profili internazionali per la gestione. Il proprietario Cardinale ha azzerato tutto in un secondo e deve trovare in fretta i sostituti sul mercato. “Sembra voler puntare su nomi stranieri. Permettetemi da italiano di storcere un po’ il naso…”, dichiara l’ex mister rossonero. Riguardo alla pista che porta a Ralf Rangnick, Capello esprime forti riserve legati all’identità storica della società. “A Salisburgo e Lipsia ha costruito quasi dal nulla un progetto importante. Il Milan, però, è un’altra cosa”, sottolinea fermamente. Per l’allenatore, un tecnico in Italia deve sempre entrare nelle scelte strategiche e sui giocatori.
Il caso Leao
L’intervista tocca anche il tema spinoso del doppio ruolo e il futuro del calciatore portoghese Rafael Leão. Capello esprime dubbi sulla gestione simultanea della panchina rossonera e della nazionale austriaca da parte di un unico professionista. Successivamente, l’ex tecnico lancia una dura stoccata sul recente rendimento e sul disimpegno mostrato in campo dall’attaccante lusitano. “Certamente un giocatore di talento, che per anni ha emozionato i tifosi. Poi però non è mai maturato come ci si aspettava. Forse pensava più ad altro che al calcio”, conclude Capello con molta franchezza. Le sue parole aprono nuovi interrogativi sul mercato milanista e sulle reali ambizioni del club.




