gli 11 giorni di vuoto del Milan
Sono passati undici giorni dagli esoneri di massa decisi da Gerry Cardinale. Il venticinque maggio duemilaventisei sembra ormai un’era geologica fa. In questo periodo le rivali del Milan si sono mosse con grande rapidità. Il Napoli ha scelto Allegri e il Bologna ha bloccato Domenico Tedesco. L’Atalanta ha preso Sarri, mentre la Lazio ha puntato su Ringhio Gattuso. Persino la Roma sta chiudendo l’accordo per il direttore sportivo Tony D’Amico. A Milano invece tutto è rimasto immobile e non è cambiato nulla. Dopo i licenziamenti collettivi la storica sede di via Aldo Rossi appare vuota. Manca una linea strategica chiara per la panchina e per la dirigenza. La speranza collettiva è che la prossima settimana porti finalmente una svolta. Senza decisioni immediate il club rossonero rischia seriamente di trovarsi nei guai.
La pesante sconfitta interna contro il Cagliari ha estromesso il Milan dalla Champions. Cardinale ha reagito cacciando Allegri, Furlani, Tare e il capo scout Moncada. Una società blasonata dovrebbe allontanare i manager avendo già pronti i sostituti. In questi undici giorni l’ambiente milanista ha vissuto invece nel caos totale. Il tecnico Andoni Iraola ha rifiutato subito la proposta della dirigenza americana. La pista Ralf Rangnick ha subìto frenate per i contrasti con Zlatan Ibrahimovic. I contatti successivi con Mauricio Pochettino non hanno portato a risultati concreti. I nomi di Jaissle, Glasner e Arne Slot sono sfumati rapidamente. Non esiste ancora una guida per il ruolo di amministratore delegato. Per la posizione di direttore sportivo resistono le idee Bezhani, Planes e Spors.
I tifosi rossoneri pensano giustamente di vivere in una bizzarra realtà parallela. Manca meno di un mese all’inizio ufficiale della nuova stagione calcistica. Il Milan non ha un progetto tecnico e le vecchie trattative sono saltate. Il centrocampista Goretzka, per esempio, sta già cercando una sistemazione alternativa. Il patron di RedBird aveva promesso novità strutturali entro dieci giorni. Il tempo stabilito è scaduto e la situazione attuale appare alquanto imbarazzante. Rangnick chiede risposte immediate prima dell’inizio del prossimo campionato mondiale. Le candidature più calde per la panchina restano quelle di Glasner e Pochettino. Questi profili non corrispondono affatto all’identikit ideale tracciato dal proprietario. La confusione regna sovrana in casa Milan e il futuro rimane un mistero.




