Digerire la terza assenza consecutiva dell’Italia dai mondiali di calcio, fa male a qualunque appassionato. Quello che era iniziato come un incubo apparentemente isolato nel 2018 contro la Svezia, e proseguito nel 2022 con lo shock della Macedonia del Nord, è ormai diventato il sintomo di una crisi strutturale profonda del nostro calcio. L’esclusione dai Mondiali 2026 è il risultato di una preoccupante involuzione: una carenza cronica di atleti di livello internazionale, la persistente difficoltà del sistema nel valorizzare i giovani talenti italiani nei club e una certa mancanza di cinismo e fluidità di gioco nei momenti chiave delle qualificazioni.
Una tempesta perfetta che ci costringe, ancora una volta, a guardare il grande palcoscenico da spettatori. Eppure, nonostante un presente così opaco, la storia azzurra resta gloriosa e profondamente intrecciata ai colori di molte delle nostre principali squadre, tra cui anche il Milan. Ecco quattro leggende che hanno lasciato il segno…
Ecco quattro leggende rossonere che hanno lasciato il segno in Nazionale da Messico ’70 a oggi:
- Gianni Rivera: l’iconico “Golden Boy” è il simbolo di Messico ’70. La sua celebre staffetta con Mazzola e il gol del definitivo 4-3 contro la Germania Ovest nella “Partita del Secolo” sono momenti memorabili impressi nella storia del calcio.
- Franco Baresi: campione del mondo nel 1982, è stato il leader di Italia ’90 e USA ’94. Rimane indimenticabile il suo miracoloso recupero dall’infortunio al menisco per giocare, da capitano, una finale monumentale contro il Brasile a Pasadena.
- Paolo Maldini: uno dei difensori più forti di sempre. Ha guidato la retroguardia italiana per 14 anni, partecipando a quattro mondiali (1990-2002) e collezionando 126 presenze, quasi tutte vissute con la fascia di capitano al braccio.
- Andrea Pirlo: nel 2006, da faro del Milan e dell’Italia di Lippi, ha orchestrato il trionfo di Berlino. Suoi l’assist per Grosso nella semifinale contro i tedeschi e il primo rigore trasformato nella finale contro la Francia.
Guida ai mondiali: le favorite
Mentre la storia ci ricorda le nostre vette più alte, l’attualità ci proietta nuovamente verso la FIFA World Cup 2026. Anche senza gli Azzurri, lo spettacolo calcistico globale è pronto a prendersi la scena in un’edizione che si preannuncia bulimica.
Senza l’Italia a fare da catalizzatrice, i pronostici per la vittoria finale si concentrano sugli altri giganti del calcio globale:
- Francia e Argentina: i campioni in carica guidati da Leo Messi e la corazzata transalpina di Kylian Mbappé partono in primissima fila.
- Brasile: la Seleção è sempre obbligata a vincere e cerca il riscatto planetario dopo troppi anni di digiuno mondiale.
- Inghilterra e Spagna: le potenze europee arrivano con rose futuribili, giovani talenti generazionali e la maturità giusta per arrivare fino in fondo.
Le quote mondiali 2026 assegnano mediamente i favori del pronostico alla Spagna (5.50) seguita da Francia (6.00), Brasile (8.00), Inghilterra a quota 8.50 e Argentina a quota 10.00
Guida ai Mondiali 2026: Date, Regolamento
Il torneo inizierà ufficialmente l’11 giugno 2026 nella cornice del leggendario Stadio Azteca di Città del Messico. La finalissima per il titolo si disputerà invece il 19 luglio 2026 al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. Ci aspettano 40 giorni consecutivi di grandi sfide spalmate tra Stati Uniti, Canada e Messico.
La vera novità di questa edizione è il formato allargato a 48 squadre complessive. Le nazionali saranno divise in 12 gironi da 4 squadre ciascuno.
Il meccanismo di qualificazione alla fase a eliminazione diretta prevede il passaggio del turno per:
- le prime due classificate di ogni girone.
- le 8 migliori terze classificate in assoluto.
Questo sistema introduce una novità assoluta nella storia dei Mondiali: i sedicesimi di finale. Il tabellone prolungato porta il numero totale di partite a ben 104, e le squadre finaliste dovranno disputare 8 partite totali anziché le tradizionali 7.




