Il Mondiale nordamericano sta regalando una clamorosa rivincita ad una rosa rossonera fin troppo criticata e snobbata durante l’ultima stagione di Serie A.
Sette calciatori del Milan, tra cui spiccano Pulisic e Leao, stanno letteralmente brillando sui campi della rassegna iridata in corso negli Stati Uniti. Questo rendimento straordinario dimostra che il materiale tecnico a disposizione della squadra era di ottimo livello, contrariamente a quanto affermato da molti scettici. La qualificazione agli ottavi di finale di ben sette elementi su dieci dimostra la competitività internazionale di questo gruppo di atleti. Il valore dei singoli sta finalmente emergendo in un contesto stimolante. Questo smentisce le cassandre che consideravano la squadra non all’altezza delle prime posizioni del campionato italiano. Ora la critica deve necessariamente rivedere i propri giudizi severi.
L’inattesa rinascita dei calciatori milanisti sposta inevitabilmente i riflettori sulle responsabilità della guida tecnica, chiamando in causa direttamente l’operato di Massimiliano Allegri.
L’allenatore toscano è stato spesso escluso dalla lista dei colpevoli da opinionisti che ritenevano l’organico non abbastanza competitivo per i vertici. Tuttavia, le prestazioni offerte da giocatori come Saelemaekers, Maignan, Rabiot e De Winter con le rispettive nazionali smentiscono questa comoda teoria giornalistica. Appare evidente che la gestione tattica ed emotiva del gruppo non sia stata in grado di valorizzare un potenziale tecnico indiscutibile. Un allenatore del suo blasone avrebbe dovuto trovare soluzioni migliori per evitare la crisi. Era necessario valorizzare una rosa che oggi si dimostra assolutamente competitiva a livelli mondiali.
Gli esempi più lampanti di questa netta metamorfosi sono senza dubbio legati alle prestazioni decisive di stelle assolute come Rafa Leao e Christian Pulisic.
Entrambi i campioni sono apparsi completamente trasformati nel giro di poche settimane, tornando ad essere trascinatori e pedine fondamentali per le loro nazionali. È legittimo pensare che, con un lavoro quotidiano diverso e migliore, la storia recente del Milan avrebbe preso strade ben diverse. Una gestione più coraggiosa e focalizzata sulle caratteristiche dei singoli avrebbe garantito altri risultati sportivi. Questo avrebbe cambiato il cammino in Italia e in Europa. La vetrina mondiale certifica il grande rimpianto per quello che avrebbe potuto essere e non è stato a causa di scelte discutibili.




