L’arrivo in rossonero e la scelta di Amorim
Mario Gila si è presentato con entusiasmo ai tifosi del Milan durante l’evento allo store di Via Dante. Il difensore spagnolo ha rivelato importanti retroscena del suo trasferimento estivo. “Allegri e Tare mi volevano, poi le cose sono andate diversamente. Mi ha chiamato Amorim e mi ha subito convinto”, ha raccontato con grande sincerità. Il centrale ha mostrato subito un forte feeling con il nuovo tecnico e con l’ambiente rossonero. L’impatto con la realtà milanista è stato estremamente positivo sia dentro sia fuori dal campo. L’ex calciatore della Lazio si sta ambientando rapidamente a Milanello e presto si trasferirà in centro città con la sua famiglia. Il nuovo progetto tattico della squadra lo stimola e lo spinge a dare il massimo fin dai primi giorni di raduno estivo.
Filosofia di gioco e difetti da limare
L’approccio tattico del nuovo allenatore si sposa perfettamente con le caratteristiche e le preferenze del centrale spagnolo. “Mi piace il suo calcio offensivo, a volte può capitare che noi difensori ci troviamo in situazioni difficili da gestire, ma questo mi esalta”. Gila condivide pienamente l’idea di un calcio moderno basato su grande aggressività e ritmi elevati. Il giocatore ha anche analizzato con trasparenza i propri punti deboli su cui lavorare durante la stagione. “Quando sto giocando bene, a volte mi piaccio troppo ed esagero in qualche giocata. Devo essere psicologicamente equilibrato”. La consapevolezza dei propri limiti rappresenta un passaggio fondamentale per la sua maturazione. L’obiettivo principale resta quello di garantire solidità al reparto arretrato in ogni situazione della partita.
Il gruppo, i giovani e la fiducia della società
Nel nuovo spogliatoio l’inserimento è stato rapido grazie all’accoglienza calorosa di compagni come Camarda, Gabbia e Bartesaghi. Parlando dei giovani aggregati alla prima squadra, la punta di diamante della difesa li ha promossi con decisione: “Hanno tutti grande potenzialità e la testa pronta”. Sul piano tattico predilige il ruolo di braccetto per essere più aggressivo, ma si adatta volentieri da centrale puro. La motivazione principale della sua scelta resta il rilancio delle ambizioni del club. “Sono venuto qui proprio perché c’è la volontà di tutti di crescere insieme e tornare a vincere”. Fondamentale è stato anche il supporto della proprietà fin dal primo giorno di raduno. “Come Ruben era molto interessato a me e mi ha accolto subito il primo giorno a Milanello”.




