A cena con Oliver Glasner
Il Milan accelera per la panchina e incontra Oliver Glasner, reduce dall’addio al Crystal
Palace. L’austriaco rappresenta una candidatura forte in via Aldo Rossi, sia con l’arrivo di
Ralf Rangnick sia senza il dirigente tedesco. Il tecnico ha salutato la Premier League con
una lettera aperta. “È stato un privilegio lavorare per questa società calcistica e questo
periodo lo porterò con me per il resto della mia vita”, ha dichiarato. Glasner chiede garanzie
concrete e vuole un verdetto definitivo entro il fine settimana. La cena di ieri è stata un
primo approccio importante per valutare le ambizioni presenti e future della proprietà
rossonera. Sul tavolo resta anche il nodo Rangnick. L’eventuale ingaggio del tedesco
comporterebbe una rivoluzione totale, dallo scouting al settore giovanile, ridefinendo
anche i rapporti societari con Zlatan Ibrahimovic.
Le alternative strategiche non mancano e delineano la complessità dei piani societari
della dirigenza milanista. Rangnick ha indicato Matthias Jaissle come opzione subordinata
a Glasner. L’attuale allenatore dell’Al Ahli guadagna dodici milioni di euro netti a stagione. Il
tecnico tedesco non sembra intenzionato a ridursi l’ingaggio a un terzo della cifra attuale. I
contatti con l’estero registrano anche indiscrezioni su Arne Slot a Milanello, sebbene la
pista non trovi conferme ufficiali. Per questo motivo crescono le quotazioni di Mauricio
Pochettino, attuale commissario tecnico della nazionale degli Stati Uniti. I consulenti del
presidente Gerry Cardinale hanno già avviato i primi contatti con l’entourage
dell’allenatore argentino.
Pochettino
Pochettino rappresenta un piano B di altissimo livello, un profilo flessibile senza rigidi
dogmi tattici. Il Milan ha già raggiunto un accordo di massima con l’ex tecnico del Chelsea
per cinque milioni di euro netti a stagione. I suoi rappresentanti stanno lavorando per
definire il futuro dopo il Mondiale. “Io personalmente non ho incontrato il Milan, ma i miei
rappresentanti forse sì”, ha ammesso candidamente il tecnico. La federazione americana
manifesta da tempo il proprio apprezzamento. “Mauricio anche due anni fa aveva molte
offerte ma ha scelto noi”, ha commentato l’amministratore delegato JT Batson. La scelta di
Pochettino garantirebbe una gestione diplomatica dello spogliatoio e un suggestivo ritorno
alle origini piemontesi della sua famiglia.




