Il paradosso tattico di Luis Enrique
Gonçalo Ramos era arrivato a Parigi dal Benfica per ben 80 milioni complessivi. L’idea iniziale del club prevedeva di affiancarlo a Mbappé per fungere da pivot d’area. Tuttavia, il trasferimento del fuoriclasse francese al Real Madrid ha cambiato radicalmente i piani. Il tecnico Luis Enrique ha preferito ridisegnare l’attacco basandosi sul concetto di falso nove. Questo sistema fluido e mobile ha penalizzato le caratteristiche di Ramos, che resta una punta centrale pura. Nonostante la sua generosità in fase di copertura, il portoghese ha sofferto un modulo poco adatto alle sue doti. Lo spogliatoio lo ha comunque sempre stimato per la sua grande professionalità.
L’impatto decisivo del “supersub”
Nonostante le tante panchine, il centravanti portoghese ha saputo ritagliarsi un ruolo da comprimario di lusso. Nella sua prima stagione ha collezionato soltanto sedici presenze da titolare in Ligue 1. I numeri sono rimasti simili anche nell’annata successiva a causa di un infortunio. Eppure, Ramos è diventato un’arma fatale nei minuti finali per chiudere le partite. La sua attitudine lo ha trasformato in un “supersub” prezioso per la squadra. Pur senza i galloni del titolare inamovibile, ha garantito un rendimento costante. Il suo approccio positivo ha dimostrato l’affidabilità di un calciatore sempre pronto a lottare.
La firma sui trofei e il futuro lontano da Parigi
Ramos è riuscito a timbrare i successi più importanti del club parigino. In Supercoppa europea ha firmato il gol del pareggio contro il Tottenham al novantaquattresimo minuto. Ha poi segnato uno dei rigori decisivi nella finale di Champions League vinta contro l’Arsenal. Questi gol pesanti confermano la sua straordinaria freddezza nei momenti cruciali della stagione. Tuttavia, l’attaccante ha deluso quando ha avuto l’occasione di partire dall’inizio. Il sistema di gioco senza riferimenti avanzati ne limita fortemente il potenziale. A 25 anni, il portoghese sembra ormai pronto per una nuova avventura calcistica.




