Luca Lucci, storica figura della Curva Sud rossonera e per anni considerato uno dei leader più influenti degli ultras del Milan, è stato condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato per traffico internazionale di droga.
Secondo quanto riportato oggi, Lucci è stato riconosciuto colpevole di aver diretto un’organizzazione dedita al traffico di hashish, marijuana e cocaina. Insieme a lui sono stati processati altri 23 imputati, alcuni dei quali hanno ricevuto condanne minori. La sentenza arriva al termine di un’inchiesta della DDA di Milano che ha fatto emergere un’associazione criminale attiva nel narcotraffico tra Lombardia, Calabria e Spagna.
Lucci, soprannominato “Il Toro”, ha già alle spalle una pesante condanna a 10 anni di carcere (con rito abbreviato) per associazione a delinquere e per essere stato il mandante del tentato omicidio di un altro ex ultra milanista, Enzo Anghinelli, avvenuto nel 2019. Era stato arrestato nel settembre 2024 nell’ambito di una vasta indagine sulle curve di San Siro che ha coinvolto leader ultras di Milan e Inter, accusati di associazione per delinquere finalizzata al controllo di attività economiche legate allo stadio. A dicembre 2024 era arrivato un nuovo ordine di custodia cautelare proprio per il traffico di stupefacenti
La figura di Lucci è da tempo al centro di inchieste che collegano il mondo ultras milanese ad ambienti criminali organizzati, inclusi legami con clan della ‘Ndrangheta. Nonostante il suo ruolo storico nella tifoseria rossonera (era presente, tra l’altro, al funerale del laziale Fabrizio Piscitelli nel 2019), la condanna di oggi segna un capitolo definitivo e pesante nella sua vicenda giudiziaria.




