La mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale 2026 ha scatenato un terremoto nel calcio azzurro, con Gennaro Gattuso sempre più in bilico sulla panchina della Nazionale. Nel toto-ct per il dopo-Gattuso sono finiti nomi pesanti come Antonio Conte, Roberto Mancini e anche Massimiliano Allegri. Per il Milan, però, la risposta è netta e senza tentennamenti: Allegri non si tocca.
Il tecnico toscano, arrivato in un momento di transizione e criticità, ha ridato ordine, identità e compattezza a una squadra che rischiava di smarrirsi. Ha riportato serenità a Milanello, ha gestito con pragmatismo le tensioni interne (dal caso Leao alle difficoltà realizzative) e ha riportato i rossoneri in lotta per un posto in Champions League, riducendo il distacco dall’Inter a -6 con otto giornate residue.
Allegri ha trasformato una difesa che era un colabrodo in una delle migliori del campionato, ha valorizzato elementi come Rabiot e Fofana, e sta gestendo con pazienza i rientri da infortunio di Gimenez e Leao. Il suo Milan non è ancora scintillante in attacco, ma è solido, organizzato e difficile da battere: esattamente ciò che serviva dopo stagioni altalenanti. La dirigenza rossonera (Furlani e Tare in primis) è perfettamente allineata: il contratto di Allegri scade nel 2027 e non ci sono intenzioni di interromperlo.




