Dal campo alla finanza globale: la storia di Mathieu Flamini è una delle più sorprendenti del calcio moderno. Non per ciò che ha fatto con il pallone, ma per quello che è riuscito a costruire dopo Durante la sua carriera, Flamini è stato un centrocampista affidabile, passato anche dal AC Milan oltre che dall’Arsenal. Nulla, però, lasciava immaginare ciò che sarebbe arrivato dopo il ritiro nel 2019.
Già negli ultimi anni da calciatore aveva iniziato a investire in un settore completamente diverso: la chimica sostenibile. Insieme al socio Pasquale Granata ha fondato GF Biochemicals, società specializzata nella produzione di acido levulinico, una sostanza considerata chiave per sostituire derivati del petrolio in molti processi industriali
Negli ultimi mesi, le stime sulla sua ricchezza hanno attirato grande attenzione. Secondo valutazioni recenti riportate da fonti come Forbes, il patrimonio di Flamini sarebbe arrivato intorno ai 10 miliardi di sterline (oltre 11 miliardi di euro).
Numeri che lo proiettano ben oltre i guadagni accumulati in carriera e lo rendono uno degli ex calciatori più ricchi al mondo. Tuttavia, è importante chiarire un aspetto: queste cifre sono legate soprattutto al valore e al potenziale della sua azienda, più che a liquidità personale immediata
GF Biochemicals è oggi una realtà di primo piano nel settore della “green chemistry”. L’obiettivo è sviluppare alternative ecologiche ai prodotti petrolchimici, riducendo l’impatto ambientale di industrie come plastica, cosmetica e carburanti. Flamini non è solo un investitore: è direttamente coinvolto nella crescita dell’azienda e ne guida la visione strategica, puntando su sostenibilità e innovazione tecnologica.



