Il destino rossonero e la scommessa dello Sporting
Il Milan riparte da Ruben Amorim, terzo tecnico portoghese degli ultimi quattro anni dopo Fonseca e Conceiçao. Per l’allenatore lusitano si tratta del coronamento di un vero sogno d’infanzia. Nel 2017, infatti, il tecnico dichiarò: “Da bambino avevo due grandi passioni: il Benfica e il Milan. Ricordo ancora che stavo ore a guardare le cassette dei rossoneri di Sacchi e Capello. I miei sogni erano giocare per il Benfica e per il Milan. Sono riuscito a realizzarne solo uno. Vorrà dire che ora dovrò per forza allenare i rossoneri”. La sua scalata è iniziata nel 2020 allo Sporting Lisbona, tra lo scetticismo generale per il suo passato da tifoso del Benfica e un costo di 10 milioni. A chi gli domandava con dubbio: “Mister, e se andasse male?”, lui rispose con grande personalità: “E se invece andasse bene?”. Aveva assolutamente ragione.
Il miracolo a Lisbona e i maestri tattici
In poco tempo Amorim ha conquistato titoli e rivoluzionato lo Sporting Lisbona con idee moderne. Ha puntato su una transizione veloce e su un gruppo unito. Nel 2021, commentando le quote dei bookmaker che davano la sua squadra sfavorita, ha spiegato: “Porto e Benfica avevano il 40% di chance, noi appena il 3%. Altro che favoriti: abbiamo cambiato tanti giocatori, puntando sui giovani e sul gruppo. E ce l’abbiamo fatta”. Il suo segreto risiede anche nei suoi modelli calcistici portoghesi, ovvero Jorge Jesus e José Mourinho. Riguardo alla loro influenza, il neo allenatore milanista ha affermato: “Jorge Jesus è quello che mi ha influenzato di più a livello tattico, anche se è un allenatore che stanca. Mou invece è un gran gestore di uomini, capace di creare legami unici coi giocatori”.
L’avventura inglese e l’incrollabile fede tattica
Nel 2024 Amorim si è trasferito al Manchester United, salutando lo Sporting con un netto successo sul City. In Portogallo ha vissuto un momento magico, dichiarando: “Professionalmente parlando, quello allo Sporting è stato il periodo migliore della mia vita”. L’esperienza in Inghilterra è stata invece più complessa, culminata con una finale di Europa League persa nel 2025. Nonostante le critiche, l’allenatore ha sempre difeso il suo modulo a tre difensori con parole chiarissime: “Nessuno potrà mai convincermi, nemmeno se me lo chiedesse il Papa in persona. È il mio lavoro, è mia precisa responsabilità, è la mia vita. Non cambierò”. Dopo l’esonero a Manchester nel 2026, Amorim porta ora a Milano la sua preziosa identità, fatta di coraggio, palla a terra e grande carisma.




