Milan: il campionato italiano continua a offrire spunti di riflessione più per ciò che manca che per ciò che si vede in campo. L’analisi di Michele Criscitiello, intervenuto su Sportitalia, fotografa una Serie A attraversata da limiti evidenti, dove il tema principale non è solo chi vince, ma soprattutto come si arriva ai risultati. Il giudizio più duro è riservato a Massimiliano Allegri, indicato come uno degli allenatori che non ha rispettato le aspettative stagionali, in un contesto generale in cui molte big hanno mostrato fragilità tecniche e mentali.
Il ritorno di Allegri sulla panchina del Milan, avvenuto nell’estate 2025 per rilanciare una squadra reduce da una stagione deludente senza coppe europee, aveva acceso entusiasmo e speranze. Tuttavia, il rendimento della squadra rossonera è stato altalenante, spesso caratterizzato da difficoltà offensive e da una certa prudenza tattica che ha limitato la produzione di gioco. Un problema che, secondo diversi osservatori, non riguarda solo il Milan ma rappresenta un difetto strutturale del calcio italiano attuale.
Criscitiello insiste proprio su questo punto: la Serie A sembra aver perso brillantezza, con allenatori sempre più orientati alla gestione del rischio piuttosto che alla proposta di un calcio propositivo. La conseguenza è un campionato povero di gol, ritmo e spettacolo, dove la paura di sbagliare finisce per condizionare le scelte tecniche e tattiche.



