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Editoriali

Milan, Zlatan l’immortale: la Svezia si aggrappa all’uomo dei record

L'attaccante del Milan Zlatan Ibrahimovic proverà a battere ancora altri record anche con la maglia della Svezia...
RedazioneBy Redazione27/03/2021Updated:14/02/2024
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L’attaccante del Milan Zlatan Ibrahimovic proverà a battere ancora altri record anche con la maglia della Svezia…

L’ultima presenza dell’attaccante del Milan era datata 22 Giugno 2016, Svezia-Belgio. In quella che fu l’ultima partita (persa) di un’europeo deludente per l’attaccante e gli scandinavi. Da quel giorno, si è aperto un nuovo ciclo sia per lui, sia per il calcio svedese. Zlatan decise di andarsene, non senza sbattere la porta, e la nazionale di farci fare brutta figura a noi italiani.

Ora, dopo quasi 5 anni travagliati, passati tra un teatro dei sogni in Inghilterra, una città a stelle e strisce oltreoceano e un’inaspettato ritorno alla scala del calcio. Zlatan Ibrahimovic ha deciso di stravolgere tutto, di tornare a rivestire la maglia della nazionale e di mangiare ogni record possibile ed immaginabile su questo pianeta. Coi suoi 39 anni e 173 giorni è il calciatore più anziano a vestire la maglia della nazionale svedese, battendo il precedente record di Thomas Ravelli, portiere dello storico mondiale del 1994.

L’attesa è durata 35 minuti, tanto ci ha messo l’attaccante del Milan per far brillare di nuovo gli occhi a tutti i suoi tifosi. Assist alla Zlatan: stop di petto in area e imbucata volante senza guardare per Claesson, che segna il gol del vantaggio. Ma soffermiamoci su quell’imbucata. Perché c’è un segreto che rende Zlatan un fenomeno anche a quest’età, ed è proprio la sua visione periferica. Geir Jordet, professore alla scuola norvegese delle scienze sportive e co-fondatore di BeYourBest (azienda di software per l’allenamento dei giocatori), ha rivelato che Ibra sfrutta al massimo una visione periferica eccezionale.

Riceve palla sapendo già cosa fare, questo anticipo si rivela letale. La sua frequenza media di scansione è di 0,5 al secondo, normalmente per gli attaccanti è di 0,5. Non solo qualità preesistenti nel Dna dunque, ma anche tanta intelligenza.

Lo svedese a caccia di record

Milan, Zlatan l’immortale: la Svezia si aggrappa all’uomo dei record

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La partita di Giovedì è servita a dimostrare, se mai ce ne fosse stato bisogno, che alla Svezia serve Ibrahimovic per andare in Qatar, ma viceversa Ibrahimovic ha bisogno del paese che gli ha dato i natali. Perché è una storia d’amore travagliata quella tra l’undici rossonero e la maglia gialloblù, ma paradossalmente è proprio quella maglia che, probabilmente, lo condurrà definitivamente nell’immortalità sportiva. Proprio quando sembrava ormai al tramonto, la sua carriera è svoltata nell’anno più inaspettato della storia contemporanea (non solo calcisticamente parlando, purtroppo). E’ tornato all’ombra della Madonnina, risvegliando un diavolo dormiente e senza Champions da 8 anni, ed è tornato, quando nessuno se lo aspettava, in una patria che forse non l’ha mai riconosciuto fino in fondo.

Sarà per il carattere, sarà per le sue origine balcaniche che gli sono costate fischi e insulti di finti tifosi ignoranti negli esordi col Malmo, sarà per il fatto che da molti è ancora sottovalutato come campione (<Non ha mai vinto il pallone d’oro!>, <Non ha mai vinto la Champions!>). Ma i numeri sono lì sotto gli occhi di tutti, i numeri parlano, i numeri smentiscono. Smentiscono giornali,televisioni e rosiconi (<Oohhhh Sei uno zingaro!>, si proprio loro). E i numeri dicono che Zlatan Ibrahimovic, a quasi quarant’anni suonati, sta facendo cose mai fatte in questo sport, sta radendo al suolo record su record, sta ridando identità e blasone all’A.c Milan di Milano sette volte campione d’Europa. E se davvero dovesse essere “The Last Dance”, sara sicuramente un grande addio, o meglio ad(Dio). Vedremo se i fenomeni col Pallone d’oro sullo scaffale e la Champions nell’album dei ricordi, riusciranno a fare lo stesso.

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