Il progetto del nuovo stadio del Milan a San Donato Milanese è ormai definitivamente tramontato, ma continua a lasciare strascichi economici e politici. Dopo mesi di trattative, studi tecnici e ipotesi urbanistiche, il Comune di San Donato ha infatti presentato al club rossonero il conto delle spese sostenute durante l’iter preliminare che avrebbe dovuto portare alla costruzione dell’impianto nell’area San Francesco. Secondo le ultime ricostruzioni, la cifra richiesta ammonta a oltre 74 mila euro, legata ai costi affrontati dall’amministrazione per consulenze, verifiche urbanistiche e procedure burocratiche necessarie a valutare la fattibilità dell’opera.
La richiesta di rimborso nasce da una clausola prevista negli accordi siglati durante la fase progettuale. In sostanza, nel caso in cui il piano non fosse andato avanti, il Milan — attraverso la società Sportlifecity — avrebbe dovuto coprire le spese sostenute dal Comune fino a un tetto massimo di 220 mila euro. L’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Squeri ha quindi deciso di attivare questa clausola dopo l’abbandono definitivo dell’ipotesi San Donato.
Negli ultimi anni il progetto era stato considerato una delle opzioni più concrete per il futuro del Milan. Il club aveva acquistato l’area interessata e immaginato un impianto moderno da circa 70 mila posti, accompagnato da strutture commerciali, parcheggi, spazi dedicati all’intrattenimento e aree sportive. Il costo complessivo dell’operazione era stato stimato vicino al miliardo di euro.




