Fonseca, il Milan e una ferita ancora aperta
Paulo Fonseca esprime profonda amarezza per il suo esonero dal Milan. Il tecnico voleva imporre un calcio dominante in Serie A. Il club chiedeva un cambiamento radicale della mentalità. Secondo il mister, però, in Italia manca il tempo per costruire il gioco. Egli sottolinea di aver mostrato una qualità mai vista dopo il suo addio. La vittoria per 3-1 a Madrid ne resta la prova evidente. Fonseca dichiara con orgoglio: “Ero stato voluto per cambiare mentalità. Non mi hanno dato il tempo necessario, ma abbiamo giocato tante belle partite”. La delusione per il finale si unisce alla fierezza delle grandi notti vissute. Il Portogallo resta per lui la vera culla del talento calcistico europeo.
Le regole del gruppo e il confronto con Amorim
La gestione dello spogliatoio ha segnato l’esperienza milanese del tecnico. Fonseca ha sempre difeso il club prima delle singole stelle. Per lui nessun tesserato possiede un valore superiore alla società rossonera. L’allenatore accusa la cultura sportiva italiana di viziare i calciatori più importanti. Chi non offriva il massimo impegno finiva direttamente in panchina. Fonseca sottolinea la sua coerenza citando l’esempio vincente di Parigi. Non manca poi una stoccata amara verso la dirigenza milanista attuale. L’accoglienza riservata al connazionale Ruben Amorim ha riaperto vecchi rancori. L’ex tecnico evidenzia le differenze dicendo: “Amorim accolto da Cardinale, io invece non ho trovato nessuno al mio arrivo”.
Il presente a Lione e la cultura italiana
Il tecnico portoghese allena oggi il Lione nel campionato francese. In Francia ha trovato un torneo ideale per lanciare giovani calciatori. Nonostante i problemi finanziari iniziali, ha conquistato una qualificazione in Champions League. Il calcio italiano rimane comunque uno dei suoi grandi amori futuri. Fonseca critica la mentalità difensiva della Serie A, focalizzata solo sulla vittoria. Il bel gioco non viene apprezzato se manca il risultato finale. Nonostante le critiche tattiche, il mister comprerà una casa sul lago di Como. Il ricordo dei due anni splendidi trascorsi a Roma resta indelebile. Fonseca conclude fermamente: “Nessun calciatore è più grande del Milan, anche se in Italia la pensate diversamente”.




