Il patto di Champions e l’ombra della ‘ndrangheta
I verbali dell’interrogatorio di Marco Ferdico svelano retroscena inquietanti sulla gestione delle curve milanesi. L’ex capo ultras della Nord ha descritto un patto economico siglato nel 2023 con la curva del Milan. L’accordo prevedeva la spartizione del 30% degli incassi della semifinale di Champions League. Secondo Ferdico, la curva rossonera era controllata dal pluripregiudicato calabrese Rosario Trimboli. Questo esponente della criminalità organizzata proteggeva la leadership milanista dalle mire di altri clan rivali. L’intesa economica ha fruttato ai rivali milanisti 130 mila euro in contanti e migliaia di euro in gadget. I legami tra il tifo organizzato e le cosche emerge così in tutta la sua gravità.
Biglietti e trasparenza: le accuse all’Inter
Ferdico ha espresso forte irritazione nei confronti dell’Inter per la scelta di costituirsi parte civile nel processo. L’ex leader del tifo organizzato ha definito il club nerazzurro impeccabile nella gestione dei tagliandi. Ogni richiesta di biglietti passava attraverso un controllo trasparente concordato via email con la Digos. Gli ultras non ricevevano favori e la società si dimostrava intransigente sulle quantità. Nonostante questa correttezza formale, il collaboratore di giustizia ha contestato la linea difensiva del club. Ferdico sosteneva che la curva collaborasse attivamente per organizzare le coreografie dello stadio. Per questo motivo ha giudicato incoerente la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla società.
Regali e cori: i rapporti con i calciatori
L’inchiesta approfondisce anche i rapporti personali tra i vertici della tifoseria e alcuni calciatori di spicco della squadra. Federico Dimarco avrebbe promesso a Ferdico e ad altri esponenti tre anelli celebrativi per la seconda stella. Il difensore chiedeva inoltre un coro più coinvolgente per lo stadio, manifestando gelosia verso quello dedicato al compagno Calhanoglu. Lo stesso centrocampista turco frequentava l’ex capo ultras per aperitivi e lo invitava nei ritiri della nazionale. Ferdico sfruttava questi contatti d’élite soprattutto per aumentare la propria visibilità mediatica sui social network. I tag reciproci su Instagram garantivano migliaia di nuovi follower e aumentavano il prestigio del gruppo.




