Milan nell’abisso: una settimana di vuoto totale
A più di otto giorni dall’esonero collettivo dei vertici societari, in casa Milan regna ancora lo stallo più totale. Il club rossonero si ritrova attualmente privo delle figure chiave per la gestione sportiva e aziendale. Mancano infatti un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo e, soprattutto, l’allenatore. Questa paralisi preoccupa profondamente la piazza e sta accendendo i toni dietro le quinte di via Aldo Rossi. Le visioni sul futuro del Diavolo sembrano tutt’altro che convergenti tra i protagonisti rimasti. La programmazione della prossima stagione è di fatto congelata e il tempo stringe. Dopo il terremoto della scorsa settimana, il Milan deve trovare in fretta una nuova guida strategica. Il rischio concreto è quello di farsi travolgere dalle macerie della sua stessa rivoluzione.
Il casting per la panchina: Glasner in pole position
Le prossime ore saranno cruciali per dare una prima scossa all’ambiente, in particolare sul fronte della panchina. È infatti previsto un incontro faccia a faccia con Oliver Glasner, reduce dal trionfo in Conference League. Il tecnico austriaco si è appena liberato dal Crystal Palace alla scadenza del suo contratto. Al momento rappresenta il candidato più forte e il profilo ideale per iniziare il nuovo ciclo. La lista della dirigenza milanista, tuttavia, non si ferma affatto qui. Nel mirino della società restano vivi i contatti con altri due profili di spessore internazionale. Da un lato c’è Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti. Dall’altro piace Matthias Jaissle, oggi alla guida dell’Al-Ahli, per il quale andrebbe però risolto il nodo contrattuale.
Scontro per il Direttore Tecnico: il fattore Rangnick
La vera bomba diplomatica esplode però sul ruolo di direttore tecnico, una carica decisiva per il futuro. Nei prossimi giorni si capirà se la gestione verrà affidata interamente a Ralf Rangnick. Questa figura accentrerebbe su di sé enormi poteri decisionali per l’intera area sportiva. Proprio sul nome del manager tedesco si registrano forti frizioni interne alla società. La candidatura ha innescato un acceso confronto tra Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese non ha mai nascosto di non avere ottimi trascorsi con Rangnick. Per questo motivo Ibrahimovic starebbe facendo muro contro una sua totale autonomia gestionale. Questa spaccatura rischia di bloccare ulteriormente un calciomercato che ormai incombe minaccioso sul club.




