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Ti trovi in Home » News » Andreea Tolomeiu e l’amore per il Milan: «Pazienza e unione e torneremo a brillare»
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Andreea Tolomeiu e l’amore per il Milan: «Pazienza e unione e torneremo a brillare»

RedazioneBy Redazione02/10/2019Updated:04/10/2019
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La bellissima modella che ha stregato San Siro racconta la sua passione e manda un messaggio ai tifosi: «Tutti contro tutti è sbagliato».

Le più belle storie d’amore nascono da un colpo di fulmine o da una scintilla, anzi, da una stella. Quel luccichio che ha brillato negli occhi bellissimi di Andreea, allora bambina già a caccia di sogni e oggi modella molto amata non solo tra il pubblico rossonero, era spesso dentro le notti di Udine e del suo stadio in periferia. Lì è cresciuta, a pane, calcio e passione per la moda, e lì Andreea Tolomeiu ha incontrato il Milan da vicino per la prima volta. Quella stella, in una serata d’autunno (o forse era inverno o primavera, poco importa) si è illuminata così tanto da restare accesa e non spegnersi mai. Era la notte, insapore per molti, di uno dei tanti Udinese-Milan del passato, non per la piccola Andreea invece: quella era la notte delle notti, la notte che vale una vita. «Ogni volta che in Città arrivava il Milan sugli spalti – ci racconta – si respirava un’emozione diversa, era sempre uno spettacolo. Il mio affetto verso questi colori è nato allo stadio Friuli quando ero adolescente. Un po’ più grande ho iniziato a viaggiare, ho vissuto molto all’estero e le persone che incontravo mi parlavano del Milan. Sono così diventata ancora più fiera della mia squadra: ho capito che dovevo far parte di questa famiglia a tutti i costi, ed eccoci qua».

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Allo stadio, non più a Udine ma a Milano, è una presenza fissa, i tifosi la adorano e lei adora loro. Poi c’è il campo… Di momenti belli e intensi e altri meno colorati i giornali ne raccontano infiniti ogni stagione. Quello che oggi sta attraversando il Milan di Marco Giampaolo è probabilmente il momento più strano e insensato dell’ultimo decennio scritto in Serie A. Proprio ora che Boban e Maldini hanno restituito valore al lavoro e ai programmi del Club, e raddrizzato con buonsenso la rotta, il piano è clamorosamente franato spinto da quattro sconfitte nelle prime sei giornate di campionato. “Capita”, dicono i più lucidi, la cosa importante è non arrendersi mai e per nessuna ragione: in fin dei conti dopo l’ultima goccia di pioggia spuntano quasi sempre i primi raggi del sole: «Il vecchio Milan era un’azienda che ha fallito, quello nuovo è un’azienda che lavora per ritornare il prima possibile al vertice – commenta Andreea –. Ci vuole tempo ma soprattutto ci vuole passione. La soluzione per uscire da questa crisi è tutta in una parola: unione. In questi giorni ci sono troppe polemiche e contrasti, tutti sono contro tutti: i tifosi contro i giocatori, qualcuno ha scritto che la squadra rema addirittura contro il Mister… Deve esserci unione, punto. Bisogna capire che il Milan sta attraversando un periodo difficile, come spesso è successo in passato a molti Club, e che soltanto con pazienza e vero amore per questi colori se ne può uscire. La soluzione è farlo tutti insieme».

Il Milan non ha mai messo in discussione Marco Giampaolo. L’ex tecnico della Sampdoria era centrale al progetto il giorno della sua presentazione a Casa Milan e continua ad esserlo anche nel pieno della tempesta: «Per una settimana mi sono schierata contro le sue idee, poi Paolo Maldini ha detto la sua e mi ha convinta che il problema non è il nostro Mister. Da vera tifosa al seguito del Milan so che Paolo Maldini non farebbe mai nulla di male per il suo Club. Dopo quelle dichiarazioni ho ritirato le mie critiche, ho accettato la versione di Paolo e ora voglio continuare a dare fiducia all’allenatore. Chi mi conosce sa bene che sono una persona molto positiva e che do sempre completa fiducia alla squadra. Nonostante ciò, penso che quest’anno non si possa pensare a un obiettivo superiore al quarto posto. In questo momento stiamo attraversando un tunnel senza luce per i problemi che tutti conosciamo, dobbiamo recuperare posizioni in classifica ma per tornare in Champions possiamo ancora farcela».

Che il Milan sia un Club votato al futuro oggi lo si tocca con mano soprattutto fuori dal campo. Tante le iniziative concrete e illuminanti: una nuova App accompagna le giornate dei tifosi più affezionati, casa della più scottante passione rossonera, una nuova experience dedicata a tutti loro, a San Siro, ha reso il prodotto sportivo ancora più coinvolgente grazie a un light show innovativo… Cuore del rinnovamento, poi, un nuovo stadio condiviso con i cugini nerazzurri e pronto – se tutto andrà come deve andare – per l’alba della stagione 2023/2024. Il motore di questo Milan, insomma, nonostante perda qualche giro sul rettangolo verde, romba fuori dal campo e si fa sentire come non mai: «Sono a favore della costruzione di un nuovo stadio a San Siro – ci spiega Andreea –. Sono una persona aperta, credo molto nella crescita e nella trasformazione. Sicuramente l’attuale stadio è la nostra storia, viverlo oggi e pensare ai grandi campioni che ci hanno giocato e hanno vinto decine di trofei è sempre molto bello. È anche vero che dobbiamo guardare avanti, al futuro, è giusto rinnovarsi e fare qualcosa di moderno e attraente non solo per noi tifosi ma per tutta la Città di Milano. Il nuovo stadio sarà bellissimo e metterà d’accordo tutti, anche i più scettici. Mi piacciono entrambi i concept ma preferisco il secondo. È bello che lo stadio possa rappresentare il Duomo però in realtà non ce n’é così bisogno, perché di Duomo è uno solo, unico e insostituibile e tutti noi sappiamo com’è fatto. L’idea invece di David Manica è per me molto più interessante perché profonda. Gli anelli che abbracciano lo stadio stanno a significare l’unione tra Milan e Inter, vicini, insieme per un obiettivo comune. Un messaggio bellissimo: il distacco, l’odio, seppur sportivo non ha senso, non ha mai senso».

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Rossonere per la Pelle: dieci scatti di Andreea Tolomeiu

Tra le novità che hanno segnato le ultime stagioni c’è la nascita della squadra femminile, orgoglio del Club e dei suoi supporters, sempre più affezionati anche “all’altra metà del calcio”: «Adoro il Milan Femminile, adoro la squadra e mi piacciono moltissimo le ragazze. Alcune ho avuto il piacere di conoscerle, sono simpatiche e molto molto carine. Mi piacerebbe che quest’anno riescano a risvegliare l’interesse in tutti i tifosi milanisti, anche perché non credo ci sia tanta differenza tra la prima squadra di Serie A maschile e la loro. Anzi, per come la penso io dovrebbero essere alla pari. Spero che in futuro il movimento femminile anche nel calcio possa continuare a crescere». Da madrina dei tifosi a calciatrice, per la splendida Andreea il passo potrebbe essere breve. Scherzi a parte, il suo ruolo sarebbe indiscutibilmente quello del leader: «Non ha importanza, ma se proprio dovessi scegliere vorrei essere il Capitano».

Un Capitano alla Paolo Maldini, oggi Direttore Tecnico e ieri leggenda, sempre protagonista. E a proposito di leggende, l’undici titolare di Andreea è facile da ricordare: è quello di Atene, del 2007, dell’ultima Champions. «Come si dice, squadra che vince non si cambia. È anche vero che io sono una grandissima fan di Ibrahimovic, però, onestamente, in quella formazione non saprei dove schierarlo». Pensieri e sogni di una milanista innamorata sempre e comunque della propria squadra: «Vorrei che tutti fossimo uniti, che accettassimo il fatto che per ritornare a brillare serve tanto lavoro e che in questo percorso si può anche sbagliare. La Società, la squadra, l’allenatore, chiunque può commettere errori. Qualcuno dice che conta non farli, per me conta solo lavorare insieme per un obiettivo comune». Una mission, un traguardo. Chi un giorno, lasciata Udine e in giro per il mondo la rese orgogliosa e fiera di tifare Milan oggi direbbe: «Make AC Milan great again». Rendere il Milan grande, renderlo grande ancora una volta.

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