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Tattica…mente parlando di Roma, Spal e Lazio

Pietro Cartolano ci aiuta a rileggere le sfide contro Roma, Spal e Lazio in chiave tattica. L'analisi tattica originale sulle prestazioni del Milan.
RedazioneBy Redazione05/11/2019Updated:10/10/2023
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Pietro Cartolano ci aiuta a rileggere le sfide contro Roma, Spal e Lazio in chiave tattica.

Lavorare sulla tattica non è semplice e in questa rubrica non credo esista concetto ripetuto più volte. Per questo motivo, anche noi di tattica…mente abbiamo deciso di dare qualche partita di tempo a Pioli prima di valutare. Pur restando fedeli al parere che l’esonero di Giampaolo sia stato solo un contentino ai giocatori viziati, è necessario ammettere che Pioli ha avuto una grande idea: semplificare tutto per cercare di nascondere le carenze.

Il menu di oggi offre cinque portate, di cui due sono la realizzazione di nostre vecchie proposte:
1 – L’impostazione e la transizione
2 – Kessié in panchina: miracolo tecnico/tattico
3 – Leao, Rebic, Castillejo e Borini; riflessione trasversale
4 – Grinta e aggressività: concetti troppo vaghi
5 – La reale necessità di passare a 3 dietro

1 – L’IMPOSTAZIONE E LA TRANSIZIONE
Poteva sembrare un caso contro il Lecce, ma naturalmente non lo è: l’impostazione passa a 3. In poche parole Theo Hernandez si alza sulla linea dei centrocampisti (addirittura su quella degli attaccanti quando Calhanoglu stringe) e l’attaccante di destra si allarga andando incontro al pallone. A differenza della impostazione richiesta da Giampaolo, quella attuale è più verticale e meno arzigogolata. In questo modo di nascondono le difficoltà tecniche di alcuni interpreti.

2 – KESSIÉ IN PANCHINA: MIRACOLO TECNICO/TATTICO
Il leitmotiv della nostra rubrica è uno solo: Kessié e Suso avrebbero bisogno di un po’ di panchina. Suso ha trovato la via della rete su calcio da fermo, ma non conta granché. Tendenzialmente è fermo anche quando il gioco è ripreso. Con l’arrivo di Pioli, la posizione dell’ivoriano è retrocessa di una decina di metri se non di più, per poi aumentare fino alla posizione attualmente più consona: la panchina. La prestazione di Krunic contro la Lazio fa ben sperare poiché finalmente qualcuno si mette a disposizione del Mister e ne segue le indicazioni. Krunic, infatti, ha totalmente oscurato la prestazione di Milinkovic-Savic e ne ha diminuito il raggio d’azione.

3 – LEAO, REBIC, CASTILLEJO E BORINI; RIFLESSIONE TRASVERSALE
Paragonando Kessié e Krunic, è naturale spostare il focus su Rebic e Leao. Entrambi altalenanti nel loro inizio di stagione, tra i due sicuramente meglio il portoghese. Nella gara contro la Lazio entrambi sono riusciti a deludere entrando in campo con poca voglia di incidere, come se fossero costretti. Sembra il chiaro segno di chi gioca contro il proprio allenatore. Nell’era Gattuso, allenatore che difendevo rischiando il linciaggio e che ora viene rimpianto da tutti, il buon Fabio Borini veniva quasi schernito dai tifosi. La sua poca qualità tecnica, però, veniva sovrastata da una irrefrenabile voglia di dare il massimo e di contribuire al meglio alla causa rossonera. Tattica o non tattica, la grinta dell’ex Liverpool era un punto di forza non indifferente. In un momento storico in cui gli attributi sembrano rimasti nelle calde spiagge spagnole, qualche vero professionista sarebbe una manna dal cielo. A tal proposito, bisogna fare i complimenti a Castillejo la cui tenacia ha giovato alla prestazione del Milan che, guarda caso, con la sua uscita dal campo è peggiorata.

4 – GRINTA E AGGRESSIVITÀ: CONCETTI TROPPO VAGHI
Ormai avrete capito, dopo due mesetti di tattica…mente quale sia il mio pensiero: le idee, prima o poi, vincono sempre. Aggiungerei che il mio grande sogno nel cassetto è quello di allenare il Milan. Non credo che capiterà mai, ma i sogni ci fanno vivere meglio. A tal proposito, se penso che una persona ha avuto la fortuna di Pioli di arrivare sulla panchina del diavolo proponendo ”grinta e aggressività”, mi viene voglia di cambiare i miei obiettivi e provare un colpo in pieno stile la Casa di Carta, almeno divento ricco e scappo in un paradiso terrestre asiatico. Qualcuno riesce a identificarmi il concetto di grinta o di aggressività? Cosa significa? Pressare alto? E poi cosa accade dopo aver recuperato il pallone? Che poi la difesa con l’addio di Giampaolo si è abbassata di qualche metro, quindi teoricamente ai giocatori è richiesta meno aggressività. Questi concetti non creano nessuna particolare immagine mentale nei rossoneri, che dovrebbero invece avere le rappresentazioni corrette riguardanti il gioco. A mio modestissimo modo di vedere, c’è un grande problema alla base.

5 – LA REALE NECESSITÀ DI PASSARE A 3 DIETRO
Per dare maggiore solidità alla difesa, per avere la scusa di lasciare Calabria in panchina e per dare più equilibrio, la difesa a 3 è diventata reale necessità. Un giocatore ormai quasi dimenticato è Ricardo Rodriguez che vedrei benissimo come terzo a sinistra: ha buoni dote difensive e qualità nell’impostazione, non è utile come terzino poiché non spinge in fase offensiva. Centralmente, Romagnoli è l’unico difensore con la giusta esperienza. Mantenere il centrocampo a 3 con Bennacer centrale darebbe il giusto equilibrio e la possibilità di verticalizzare rapidamente. In avanti, con l’infortunio di Catillejo, le scelte sembrano quasi obbligate.

Il calendario non promette nulla di buono, la speranza è quella di non uscire umiliati dalle prossime due sfide. Come spesso capita, vi lascio con una proposta di formazione, sperando di creare un piacevole confronto. Modulo: 3-5-2.

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