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Tattica…mente parlando di Juventus-Milan

Pietro Cartolano ci aiuta a rileggere Juventus-Milan in chiave tattica Una sconfitta probabilmente preannunciata, ma non per questo indolore.
RedazioneBy Redazione12/11/2019Updated:10/10/2023
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Pietro Cartolano ci aiuta a rileggere Juventus-Milan in chiave tattica.

Una sconfitta probabilmente preannunciata, ma non per questo indolore. In un video con la lavagna tattica abbiamo spiegato con quale modulo si sarebbe potuta affrontare la Juventus, ma Pioli non ha avuto sufficiente coraggio. La sconfitta, in qualsiasi caso, arriva in seguito ad una prestazione di livello su buoni ritmi e con la massima applicazione di tutti; purtroppo un errore di reparto contro la Juventus si paga chiarissimo. A tal proposito, mi complimento con Sarri la cui forza delle idee ha portato ad una sostituzione pericolosa ma efficace.

Il menu di oggi offre:
1 – 4-3-3 e poco coraggio
2 – Errori individuali e punti regalati
3 – Cutrone, nostalgia canaglia
4 – Fiducia q.b.

Sperando di creare una piacevole conversazione.

1 – 4-3-3 E POCO CORAGGIO
Sui profili social di dailymilan.it domenica pomeriggio abbiamo pubblicato un video in cui spiego perché avrei affrontato la Juventus con il 3-5-2. Lo linkiamo anche qui:

Il presupposto era uno: il coraggio.In un Barcellona-Bayer Monaco di qualche anno fa, Pep Guardiola allenatore del Bayer, schiera tre difensori centrali addetti alla marcatura dei tre attaccanti del Barcellona  (Messi, Suarez e Neymar). La gara finisce con la vittoria del Barça con l’indimenticabile gol di Messi arrivato in seguito al dribbling su Boateng che cade a terra. Indimenticabile. Da quel momento il calcio cambia. Il maestro Guardiola insegna come impostare una gara dal punto di vista difensivo, pur rischiando. E in quel caso pur perdendo. Il presupposto era uno: il coraggio. A Pioli è mancato il coraggio di cambiare qualcosa. La difesa a quattro non ha coperto efficacemente le giocate in cui Higuain si è messo a disposizione come sponda. Gli inserimenti delle mezzali e del trequartista non sono mai stati coperti con efficacia, il motivo è uno soltanto: se viene chiesto a Conti e a Theo Hernandez di avanzare spesso, non è sistematico che facciano diagonali difensive. Infatti il gol nasce sì dalla posizione ”piatta” di Romagnoli, ma anche dalla mancata diagonale di Theo. Mi stupisce che nessuno ne abbia parlato.

2 – Errori individuali e punti regalati
In una gara in cui ti predisponi in modo tale da rischiare di essere schiacciato, il difensore vive con l’ansia. Partiamo dal presupposto che l’ansia è un sentimento naturale in casa della Juventus, ma predisporsi con una linea difensiva bassissima è da attacco di panico. Infatti, Romagnoli non accorcia sul gol di Dybala e nessuno interviene per paura di causare un fallo. Come in ogni gara rossonera da inizio stagione, un errore individuale (o semi individuale) regala punti alla squadra avversaria.

3 – Cutrone, nostalgia canaglia
Al colpo di testa di Piatek nel primo tempo ho avuto una reazione particolare. Ho riso. La cosa particolare è che ho iniziato a ridere con un sorriso e ho finito con la voglia di piangere. E strapparmi gli occhi. Io non ce la faccio più. Se un attaccante non becca la porta in quell’occasione e non calcia quando si trova solo in area, ma la passa al compagno che si sta inserendo, quando pensa di fare gol? In dodici partite l’attaccante titolare del Milan segna tre reti di cui due su rigore, non partecipa alla manovra e non si muove per creare spazi per gli inserimenti. E pensare che fino alla scorsa stagione il Milan aveva un attaccante le cui caratteristiche erano sacrificio, movimenti, partecipazione alla manovra, fame… Tutto ciò che servirebbe ora al diavolo. Nostalgia, nostalgia canaglia!

4 – Fiducia q.b.
Come evidenzia l’immagine A, nei contropiedi il gran Piatek si ritrovava solo in mezzo a una marea di avversari. Rifacendoci al video di inizio articolo, questa è la conseguenza di una disposizione tattica errata che ha costretto la squadra a chiudersi nella propria trequarti e a dover percorrere sempre ottanta metri per raggiungere l’area avversaria. Ed è per questo motivo che Theo si trova stanco, non realizzando la diagonale difensiva sul gol di Dybala.

In qualsiasi caso, la squadra, fiato permettendo, ha dato una buona impressione e ha provato qualche giocata offensiva di qualità. Da evidenziare la spinta offensiva di Conti, la qualità “lì in mezzo” di Bennacer e la freschezza mentale di Calhanoglu. Non male la tenacia di Paquetà, che sfrutta la sua fisicità per uscire palla al piede, ma partendo da una posizione tanto arretrata perde qualità negli ultimi venticinque metri. Lo vedrei bene più vicino alla punta, ma servirebbe la fisicità di Bakayoko a centrocampo per permettersi il lusso di perdere quella del brasiliano.

In conclusione, vorrei comunicarvi che ho riconquistato voglia di vivere non vedendo Kessié tra i convocati. Come ogni settimana lascio un’idea di formazione, sperando che la sosta permetta di lavorare sul 3-5-2.

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