Carlo Ancelotti sarà il nuovo commissario tecnico del Brasile: vi spieghiamo perché condividiamo la scelta dell’ex tecnico del Milan
Riavvolgiamo il nastro. In settimana, precisamente mercoledì mattina, si è diffusa la notizia della nomina di Carlo Ancelotti come prossimo commissario tecnico della Nazionale brasiliana. Uno dei più vincenti tecnici della storia del calcio, il quale ha vinto una grande fetta di trofei proprio alla guida del Milan, con il Brasile, la nazionale più gloriosa e vittoriosa di tutte. Fa un certo effetto…
Copa America
Re Carlo sarà, a partire da luglio 2024, il nuovo ct del Brasile. Fino ad allora il tecnico verdeoro resterà Fernando Diniz mentre il tecnico ex Milan continuerà ad allenare il Real Madrid fino a fine stagione. Nella storia della Selecao l’ultimo tecnico straniero era stato l’argentino Filpo Nùñez, nel 1965…
La scelta temporale non è fatta a caso. Dal luglio 2024 Carletto potrà andare all’assalto della Copa America, prevista per lo stesso anno…per poi puntare anche al Mondiale 2026.
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Tanti brasiliani sotto la sua guida…e non il primo degli italiani
Il Brasile sarà sicuramente in ottime mani, considerato il curriculum ed il palmares di Ancelotti. Il quale diventerà, dopo Marco Rossi, Francesco Moriero, Michele Marcolini, Devis Mangia, Francesco Calzona, Gianni De Biasi, Stefano Cusin, Marcello Lippi, Alberto Zaccheroni, EdyReja e Fabio Capello, l’ennesimo italiano ad allenare una nazionale diversa da quella italiana.
Ma i “pentacampeones” possono stare tranquilli anche per l’ottimo feeling che ha dimostrato di avere l’ex allenatore rossonero con i giocatori brasiliani. Kakà, Serginho, Cafu, Dida, Pato, Ronaldo, Ronaldinho, Thiago Silva, Casemiro, Militao, Vinicius e Rodrygo…
Milan, la scelta sacrosanta di Ancelotti: perché il Brasile è la mossa giusta
Critiche per Ancelotti ct del Brasile. Ma perché?
Dopo l’annuncio su Carletto e sulla sua nuova, prossima, avventura in verdeoro, si è sollevata qualche polemica. Perché allenare il Brasile? Perché non l’Italia? Perché non la sua Nazionale?
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La scelta di Ancelotti invece, almeno secondo noi, è più che legittima. Innanzitutto per la presenza di Roberto Mancini sulla panchina degli Azzurri: un ct che ha incassato, e a più riprese, la stima e la fiducia della Federazione.
Ma poi, Ancelotti è arrivato all’apice della propria carrriera. Ha vinto tutto con i due più grandi club d’Europa, ovvero Milan e Real Madrid. All’allenatore emiliano manca solo, effettivamente, un’affermazione anche a livello di nazionali. E, al netto del discorso patriottico, perché scegliere un’Italia fuori dai Mondiali per due edizioni consecutive? Perché rifiutare il Brasile, ovvero la nazionale (numeri alla mano) più vincente della storia?




