Nei corridoi della FIGC la noia regna sovrana, non si spiega altrimenti l’assurda decisione della procura federale (volutamente indicata in minuscolo) di aprire un’indagine sui cori che i giocatori del Milan hanno intonato sul pullman all’uscita dall’Olimpico di Roma, direzione aeroporto, venerdì notte dopo il match vinto sui giallorossi di Mourinho. Cori contro la Juventus che hanno scandalizzato gli anti milanisti del web e attivato le sapienti menti ai piani alti.
La FIGC, inghiottita da problemi ben più seri, da scandali talvolta sottaciuti, spende tempo ed energie per sezionare i frame di un video pubblicato da Rafa Leao su Instagram testimone di un normale momento goliardico di fine partita. La clip racconta di un gruppo unito che si diverte, l’immagine più bella che il calcio possa trasmettere, in particolare alle più giovani generazioni: lo sport, se fatto bene, con la testa, con impegno come sta mostrando il nuovo Milan di Pioli sul campo, porta risultati e soddisfazioni. E invece…
Coro del Milan sul pullman, per un momento goliardico la FIGC ha aperto un’inchiesta
Milan, il coro sul pullman fa partire un’inchiesta federale…
Invece ciò che ne esce – dice l’assurdo atto della Federazione – è il dipinto contrario, l’esatto opposto: il coro sulle note di “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri che sul finale fa esplicito riferimento ai rivali di sempre della Juventus è un gesto che potrebbe aver violato i “canoni di lealtà e correttezza”. Nei pochi secondi ripresi dal cellulare di Leao tuttavia non si riescono a scandire alla perfezione le parole pronunciate dai giocatori del Milan. Lo storico canto dei tifosi rossoneri, infatti, che a San Siro saluta ogni allenamento pre gara anticipando la lettura delle formazioni – ma qui la FIGC forse non se n’é mai accorta – si conclude con la frase “chi non salta è un gobbo juventino”. “Gobbo” è da sempre il termine più utilizzato dal resto del mondo nel prendere di mira i sostenitori bianconeri.




