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Editoriali

Milan, Ibra si ferma al rosso, ma Maresca è un giallo

Ibra viene espulso da Maresca, ma l'attaccante del Milan potrebbe anche vedersi ridurre la squalifica. Ecco spiegato il motivo...
RedazioneBy Redazione11/04/2021Updated:18/02/2024
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Ibra viene espulso da Maresca, ma l’attaccante del Milan potrebbe anche vedersi ridurre la squalifica. Ecco spiegato il motivo…

Il Milan resta dietro l’Inter, e sarà dietro la grandissima squadra di Conte anche a fine maggio. Ma se i nerazzurri possono ritenersi soddisfatti dell’ottimo percorso fatto finora, noi non siamo da meno. E’ un Milan battagliero, che attua un calcio propositivo, che segue il credo tattico offensivo e che, finalmente, fa i risultati, proprio come negli anni d’oro. Ne è una dimostrazione la partita di Parma.

Il Diavolo ieri ha dimostrato l’evidente superiorità tecnica in campo, palleggiando quasi sempre negli ultimi trenta metri parmensi e concretizzando le numerose palle gol avute. Un Milan che, quando gioca bene, diverte i tifosi e FA giocare bene tutti. Perché come diceva il profeta Arrigo da Fusignano: <Il calcio è un gioco corale, è come stare su un palcoscenico, se qualcuno canta o suona male si rovina lo spettacolo>, per questo va evidenziato l’ottimo lavoro di Stefano Pioli. Non solo un grandissimo allenatore, ma anche uno splendido direttore d’orchestra.

Ha giocato bene Theo Hernandez. Dopo le critiche arrivate in seguito all’errore con la Sampdoria ha ritrovato la spensieratezza dei tempi migliori e confermato le sue qualità. Ha giocato bene l’altro esterno difensivo. Pierre Kalulu, un 2000 che prima di questa stagione non aveva mai avuto minutaggio tra i professionisti e sta sorprendendo tutti. Il francese corre, corre tanto e corre bene.

Bravo in fase di interdizione oltre che in quella transitoria, esordì in campionato proprio nell’andata col Parma, un girone dopo si può definire la rivelazione della stagione rossonera. Saelemaekers è stato sicuramente più frizzante di altre partite, sotto porta si vede ancora poco, ma l’umiltà di lottare e sudare per questa maglia c’è. In 3 minuti ha fatto ammonire Gagliolo e Pezzella sguizzando via sulla fascia destra, se assume continuità e più qualità diventa fortissimo. Continuità che ha già assunto Tomori. Sì,ha giocato bene anche lui, ma questa non è una novità.

Così come non è una novità Franck Kessié, centrocampista arrivato in doppia cifra in una singola stagione (non accadeva dalle stagioni di Ricardo Izecson dos Santos Leite), l’ivoriano assomiglia a un Little Willie trasportato su un campo di pallone, ha il motorino al posto delle gambe e una maestosa potenza offensiva….proprio come il progenitore dei carri armati dei primi del novecento. Il suo compagno di reparto, “mastermind” Bennacer, catalizza il gioco facendo il secchione tattico della verticalizzazione. Mentre Rebic torna, e lo fa in maniera decisa e decisiva.

Aveva giocato bene anche Zlatan Ibrahimovic. Un attaccante quasi quarantenne che gioca un calcio ultramoderno, più contemporaneo dei ventenni coi cartellini milionari di oggi, si abbassa a ricevere e impostare dalla trequarti, imbucando palloni a gogò e vedendo spazi invisibili per quasi tutti i suoi colleghi. Già, AVEVA. La motivazione di questo “aveva” la conoscete ormai tutti. E se la partita è stata riaperta per colpa nostra (eventuale “vittoria” di Maresca) oppure ce l’hanno fatta riaprire (eventuale “vittoria” di Zlatan), lo deciderà la procura sportiva, ed è sempre giusto confidare nella giustizia, anche quando dall’altra parte c’è il Messia del Diavolo targato Elliot.

L’espulsione della discordia

Milan, Ibra si ferma al rosso, ma Maresca è un giallo

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Sarebbe davvero una delusione l’eventuale ragione del direttore di gara, se così fosse sarebbe già la seconda espulsione più che corretta del leader del Milan, la prima ci è costata carissimo: sconfitta nel derby ed eliminazione dalla Coppa Italia. Questa potrebbe anche ostacolarci la corsa verso l’obiettivo stagionale. In ogni caso, secondo il mio punto di vista, l’errore maggiormente grave è l’assegnazione della partita a Maresca, un arbitro napoletano mandato a dirigere un club immischiato nella lotta Champions proprio assieme ai partenopei. Ovviamente non voglio creare inesistenti complotti, ma…. <Se si fa la cacca sulla neve prima o poi si scopre>.

La prova Tv al momento smentisce la motivazione del direttore di gara, quello che secondo Maresca è <Sei un bastardo>, sarebbe in realtà un semplice <Mi sembra strano, eh?> Se ci saranno discrepanze tra i referti e appunto i replay televisivi, la squalifica dovrebbe passare dalla testa di Zlatan a quella di Maresca, e sarebbe il fallimento della classe arbitrale italiana. L’ennesimo a nostro sfavore. Alla faccia della “Rigorista”.

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