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Il Milan padrone del mercato, le big del nostro campionato iniziano a temere il ritorno dei rossoneri, determinati, decisi e finalmente forti

E sono dieci! Neanche il tempo di apprezzare la “nona sinfonia” in salsa argentina che il Milan dopo Lucas Biglia, ufficializza Leonardo Bonucci. Due colpi e che colpi! Tasselli che servivano ai rossoneri tanto dal punto di vista tecnico, quanto sotto il profilo mentale. L’ex-Lazio porta classe e qualità in mediana, il difensore ex-Juve aggiunge: personalità, carisma e un certo blasone. Il Milan non ha strappato un buon prospetto ad una provinciale, bensì ha bussato alla porta dei bianconeri e tolto alla compagine più forte d’Italia, uno dei suoi uomini più importanti. Se non è un atto di forza, poco ci manca. Ventiquattro ore per definire un’operazione impensabile fino a qualche giorno fa. Detto, fatto, il nuovo Milan opera così.

DA RISPETTATO A TEMUTO, IL MILAN è TORNATO – Dieci ingaggi tutti di un certo livello, i rossoneri non scherzano. Qualcuno nei giorni scorsi ha definito la campagna acquisti del Milan “Buona, ma priva di veri e propri fuoriclasse o top-player“, tra i tifosi e gli addetti ai lavori, le opinioni sono ben diverse. L’impressionante e copiosa serie di arrivi in rossonero, inizia a suscitare sensazioni forti. Il Diavolo fino a ieri rispettato con riserva, dopo la doppietta Biglia-Bonucci avanza di uno step, nell’immaginario collettivo. Il rafforzamento della rosa ha cambiato pelle ad una squadra candidata prepotentemente, tra le migliori d’Italia. Da Roma e da Napoli giungono segnali di insofferenza. Sui social e per strada i tifosi giallorossi e quelli partenopei iniziano a vedere nei rossoneri, qualcosa in più che una semplice pretendente al quarto posto. È bastato “poco” al Diavolo per tornare prepotentemente padrone della scena, ma il mercato non è ancora finito. Fassone e Mirabelli hanno finora regalato a Montella dieci pedine, ma c’è ancora del lavoro da fare, non solo dal punto di vista numerico. Mancano gol a questa nuova squadra, un bomber di razza è entrato nel mirino della dirigenza, ma: «Ora passiamo alle cose formali».

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