Lo slogan di Ibra e la rabbia dei tifosi
C’è un tempo per la rivoluzione e uno per gli slogan. Eppure, in casa Milan sembra ci siano le condizioni per fare entrambe le cose. Almeno a guardare l’ultimo contenuto social di Zlatan Ibrahimovic. L’uomo che Gerry Cardinale ha risparmiato dal repulisti, seguito al clamoroso fallimento stagionale, ha condiviso uno spot della Nike. Questo video pre-annuncia il suo prossimo impegno in agenda. Nulla però ha a che fare con la rianimazione del Diavolo. Ibra farà parte della squadra di commentatori Fox Sport per il Mondiale 2026. Sarà insieme a Thierry Henry e Thiago Alcantara. L’ex attaccante svedese ha annunciato la novità con una frase tipica del suo personaggio: “Ascoltate Zlatan, qualcosa di grande sta arrivando”.
L’insurrezione social del popolo rossonero
Com’era del resto prevedibile, non si è fatta attendere l’ennesima insurrezione del popolo rossonero. I tifosi hanno espresso chiaramente il loro totale dissenso sotto il post del senior advisor di RedBird. “Lascia il Milan”, “Vattene”, “Libera il Milan”, sono alcuni dei duri messaggi di risposta al video pubblicato su X. La tifoseria si sente tradita da una gestione che reputa distante dalle reali necessità della squadra. Alcuni degli utenti più nostalgici hanno inoltre condiviso una santina di Paolo Maldini. Questo gesto simboleggia il rimpianto per un passato glorioso e per una dirigenza legata ai colori sociali. La frattura tra la piazza e l’attuale dirigenza appare ormai insanabile e profonda.
La rivoluzione fantasma e il tempismo diabolico
Dopo oltre una settimana dalla cacciata di Max Allegri, Igli Tare, Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, della rivoluzione non c’è ancora traccia. Si escludono solo le indiscrezioni che riguardano le chiamate intrattenute da Cardinale con Ralf Rangnick e Oliver Glasner. L’annuncio di Ibra arriva quindi con un tempismo diabolico, che alimenta i dubbi sulla reale programmazione societaria. I tifosi rossoneri attendono di apprendere notizie ben diverse dagli impegni privati di chi è chiamato a guidare la ricostruzione. La sensazione è che la priorità attuale sia il marketing piuttosto che il campo. Il Milan ha bisogno di risposte concrete e non di semplici spot televisivi.




