San Valentino: festa degli innamorati e quindi anche dell’amore per il Milan. E di passione per i colori rossoneri Mario ne ha davvero tanta…
E’ il giorno dedicato all’amore e agli innamorati.
San Valentino è arrivato, portando con sé pensieri, gesti e dimostrazioni d’affetto scambiati tra fidanzati e compagni di ogni genere.
Ma con il passare degli anni, la festa di San Valentino è diventata non più solo la celebrazione dell’amore in una coppia, ma anche di quell’affetto spontaneo e travolgente che proviamo per animali, luoghi, idoli, canzoni…e squadre di calcio.
Sì perché a volte una fede calcistica va oltre il semplice tifo, ma diventa una vera e propria storia d’amore. Un sentimento travolgente che non conosce razionalità, dubbi o incertezze.
Come quello che prova da quasi 50 anni Mario Pegoraro per il suo Milan…
Milano-Roma in carrozzina e una luna di miele per il Milan: questo è l’amore per i colori rossoneri di Mario
San Valentino rossonero: la storia d’amore di Mario per il Milan
LEGGI ANCHE Milan, Asensio per il dopo Origi? Pista sempre calda
Il nostro Giacomo Novelli ha intervistato per DailyMilan.it Mario Pegoraro, tifoso rossonero doc di 48 anni con una passione viscerale e profonda per il Diavolo. Un amore che lo ha portato a compiere dei veri e propri gesti d’amore per quei colori così gloriosi e conosciuti in tutto il mondo…
Ciao Mario, partiamo subito con una domanda facile e difficile al tempo stesso: cos’è per te il Milan?
Ciao Giacomo. Il Milan è il mio amore, è una delle cose più belle della mia vita. Il tifo per il Diavolo mi è stato tramandato dai miei nonni e dai miei genitori: siamo sempre stati una famiglia devota a questa società e a questa squadra. Addirittura ricordo di aver iniziato a frequentare San Siro fin da quando avevo 6 anni, grazie a mia madre che mi accompagnava allo stadio con amore e senso di appartenenza; il Milan era in B ed era messo male…forse anche per questo l’ho amato fin da subito. Poi a 11 anni il mio primo abbonamento in Curva, le mille trasferte, i chilometri macinati…
Un amore con cui persino tua moglie deve fare i conti…
Assolutamente, ma non è un problema per Federica perché innanzitutto è rossonera come me, ma poi io gliel’ho sempre detto: Ti amo, ma non sarai mai al livello del Milan!
Anzi, parlando proprio in riferimento al mio matrimonio ho il primo aneddoto da raccontarti. Nel 2005 andai a quella maledetta finale di Istanbul con la mia fidanzata, colei che poi appunto sarebbe diventata mia moglie. Subiamo la batosta in Turchia, torniamo in Italia ed il giorno seguente ci presentiamo a Milanello per sostenere i ragazzi. Eravamo gli unici. Ci è venuta a salutare tutta la squadra, con Gattuso che ha firmato la maglia di Federica. Galliani ci ha abbracciato e ci ha detto «Magari tutti i tifosi fossero come voi…». Un’emozione incredibile.
E al dottor Galliani hai fatto una promessa speciale…
Sì esatto. L’anno seguente, nel 2006, la finale di Champions sarebbe stata a Parigi. Io e mia moglie decidemmo di andare in luna di miele proprio nella capitale francese, nella speranza che il Milan riuscisse ad accedere di nuovo all’atto finale del torneo. Alla fine non fu così: Barcellona ed Arsenal approdarono alla finalissima…ma noi la luna di miele a Parigi l’abbiamo fatta veramente!
Gesti d’amore bellissimi per il Diavolo. Ma forse ce n’è uno che è ancora più commovente…
Sì, la finale di Coppa Italia nel 2015. Ero costretto a stare su una maledetta sedie a rotelle dopo un infortunio e la conseguente operazione. Bloccato a letto da mesi, senza poter vedere il mio Milan. Finché pochi giorni prima della finale, i miei migliori amici nonché compagni di Curva, Ivan ed Alessandro, non mi buttano giù dal letto e mi convincono a fare questa pazzia: andare in treno da Milano fino all’Olimpico di Roma…in carrozzina…solo per assistere a Juventus-Milan.
Un viaggio della speranza, pieno di problemi, ma che rifarei 100 volte. Il ricordo più bello di quella esperienza è questo: la finale contro i bianconeri l’abbiamo persa, ma ricordo che prima della partita un tifoso juventino mi ha visto, gli ho raccontato quello che avevo fatto, mi ha abbracciato e mi ha detto «Comunque vada, questa finale tu l’hai già vinta». E’ un ricordo che mi tengo stretto, in un gesto d’amore grande che ho voluto fare per i miei amati colori rossoneri. Perché il Milan è la mia vita.




