Il Milan valuta la costruzione del nuovo stadio senza l’Inter. La ricostruzione dei fatti dall’intesa del 2018 a oggi…
Il presidente del Milan Paolo Scaroni a fine gennaio è stato fin troppo chiaro: «Se non sarà a San Siro, siamo disposti ad andare da soli. Non molliamo il colpo, io vi assicuro avremo il nuovo stadio». Obiettivo strategico della nuova proprietà – Gerry Cardinale si è interessato alla nascita del nuovo impianto ancora prima di firmare il closing con Elliott -, è tema di discussione sempre più attuale nei corridoi di Casa Milan. Anche nella sede dell’Inter in viale della Liberazione da settimane si riflette con attenzione sulle prossime mosse.
Il Milan, l’Inter e il nuovo stadio: visioni (oggi) opposte
Secondo la Gazzetta dello Sport, in questo momento nell’ambiente nerazzurro filtra grande perplessità su come il Milan sta gestendo la questione stadio nelle ultime settimane. In altre parole, l’Inter continua a credere che San Siro sia la soluzione migliore, ossia la realizzazione del maxi progetto da 1,3 miliardi complessivi (la Cattedrale di Populous) per costruire un impianto da 65mila posti a sedere, in sostituzione del Meazza, e riqualificare l’area circostante. Avanti con il nuovo San Siro quindi, ma a patto che il nuovo stadio nasca in comproprietà con il Milan.
Milan, nuovo stadio: il club ha scelto un nuovo percorso
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Le due società milanesi ne parlano dal 2018. Nell’anno pre pandemia Milan e Inter avevano anche presentato il masterplan e confermato di voler unire le forze, economiche soprattutto. Dopo il Covid poi qualcosa si è incrinato: i costi sono lievitati e la politica si è messa di traverso, creando scompiglio, influenzando troppo l’opinione pubblica e minando l’iter a più riprese. Un caos totale che ha indotto il Milan, nel mentre passato da Elliott a RedBird, a individuale soluzioni alternative: uno stadio da realizzare da soli a Sesto San Giovanni. Pochi giorni fa è stata svelata anche la Soluzione B: una nuova casa per il Diavolo a sud della Città, in zona Rozzano.




