Milan, Fikayo Tomori su UEFA.com: «Che emozione quel gol al Liverpool. La Champions a San Siro ti fa venire la pelle d’oca…»
Il difensore del Milan Fikayo Tomori, alla sua seconda stagione in rossonero, è protagonista di un’intervista sul sito della UEFA: «Indossare la maglia del Milan? È surreale» dice il numero 23 inglese. Fik ha un solo sogno nella vita: «Potrebbe sembrare un po’ banale – racconta – ma è non avere rimpianti. A fine carriera voglio poter dire che ho fatto tutto quello che potevo; che ho permesso a me stesso di essere me stesso. Alla fine, se vincerò un milione di trofei o se avrò vinto solo lo Scudetto, sarò comunque soddisfatto di ciò che ho fatto. Il mio Next Level? Essere presente in entrambe le aree di rigore, essere dominante sia nel gioco aereo che col pallone tra i piedi».
Tomori, il cui nome per intero, “Oluwafikayomi”, «significa Dio mi ha riempito di gioia», parla poi delle differenze tra il calcio italiano e quello d’oltremanica: «In Italia è più un: “Ok, qui è dove devi essere quando la palla arriva. Questo è il modo in cui il tuo corpo deve essere. Qui è dove devi passare la palla”. In Inghilterra invece si può giocare più d’istinto. In Italia si cerca di eliminarlo il più possibile, così da sapere già cosa fare in campo, come giocare e dove passare la palla».
Milan, Tomori: «Indossare questa maglia è surreale»
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Tra passato e presente, Fik ripercorre su UEFA.com alcune tappe della carriera fino all’arrivo a Milanello: «Una volta qui, ricordo di aver indossato la maglia a strisce rossonere. È stato semplicemente surreale. San Siro è come un monumento. Riesci a vederlo sempre mentre guidi. È come se fosse proteso verso di te. Poi, il giorno della partita, i tifosi sono lì da due ore prima della gara. Si sente l’energia che emanano».
Non può quindi mancare un pensiero sulla Champions League, palcoscenico che ogni aspirante campione sogna fin da bambino: «Quando arriva è tutto diverso – racconta Tomori –. Le luci di San Siro sono un po’ più luminose. Ascolti i tifosi fino all’ultimo minuto prima del fischio iniziale quando tutto lo stadio urla insieme “The Champions”. Ti fa venire la pelle d’oca, anche se succede ogni volta. È pazzesco. Ricordo che quando ho segnato contro il Liverpool, ho pensato: “Ho segnato a San Siro per il Milan in Champions League. Wow, questo è quello che guardavo fare ai miei idoli e ora lo sto facendo io”. È pazzesco pensarci».




