Milan, dieci anni fa al Camp Nou un maledetto palo fermò il destro di Niang. E la corsa Champions dei rossoneri…
Dieci anni sono un abisso in questo pallone che sembra correre sempre più veloce. Dieci anni è la stessa distanza che ci divide dalla classica partita che “poteva essere” e invece non è stata. Il 12 marzo 2013 infatti il Milan era di scena al Camp Nou per giocarsi – contro i padroni di casa del Barcellona – il passaggio ai quarti di Champions League. I blaugrana, probabilmente nel momento migliore della propria storia, erano ospiti fissi nelle fasi finali della coppa dalle grandi orecchie. Ma all’andata avevano rimediato due sonori ceffoni dal Diavolo: Boateng e Muntari fecero esplodere San Siro per una notte e fatto sognare (per quasi tre settimane) la Milano rossonera.
In terra iberica lo spartito rispetta le previsioni. I padroni di casa – con la mediana stellare Xavi, Busquets, Iniesta e il quattro volte pallone d’oro Messi davanti – tengono il pallino del gioco, gli ospiti costretti a difendersi. Sono anni in cui i blaugrana, se in giornata, risultano ingiocabili.
Milan, quel maledetto palo di Niang
Milan, dieci anni fa il palo di Niang al Camp Nou
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Pronti via e Messi – al primo centro su azione contro un’italiana – dopo appena cinque si inventa la parabola perfetta. Ma nonostante una ventina di minuti infernali la difesa del Milan tiene. Anche Abbiati fa il suo dovere, mettendoci, come si suol dire, una pezza. Al 39′ arriva la palla che può cambiare la partita. E un’intera stagione: Montolivo verticalizza, Mascherano buca, Niang dalla metà campo può involarsi verso Valdes.
Il destro dell’attaccante senegalese – rasoterra, potente e preciso – sembra perfetto. Sembra appunto. Perché si stampa sul palo. E’ il sogno che si trasforma in un incubo neanche un giro di lancette più tardi quando, sugli sviluppi della ripartenza, lo stesso numero dieci argentino raddoppia. A inizio ripresa Villa sigla il 3-0. Nonostante tutto al Milan basterebbe ancora un semplice gol per staccare il biglietto dei quarti: lo sfiora, Robinho, a dieci dal termine. Provvidenziale (per i blaugrana) la chiusura di Jordi Alba, proprio colui che chiuderà la contesa su un 4-0 tanto largo quanto beffardo.



