Quarti di finale contro il Werder Brema, una partita per il Milan fondamentale per la vittoria della terza Coppa dei Campioni 1988/89.
Generalmente della Coppa dei Campioni edizione 1988/89 ci ricordiamo la partita di Belgrado con la Stella Rossa, oppure quella di Milano con la “manita” al Real Madrid o ancora la finale di Barcellona contro lo Steaua.
Io invece voglio ricordare proprio oggi la data del 15 marzo 1989 quando, in un San Siro gremito che ancora stava scontando i lavori per i Mondiali di Italia ’90, il Milan incontrò il Werder Brema campione di Germania l’anno precedente, nella partita di ritorno dei quarti di finale della Coppa dei Campioni 1988/89.
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La partita di andata era finita a reti inviolate dopo una vera battaglia anche se in realtà non fu visto un gol regolare di Rijkard, situazione che contraddistinse quella edizione della Coppa dei Campioni rossonera. Come dimenticare il gol non visto di Van Basten a Belgrado o il gol annullato ingiustamente a Gullit a Madrid? Fu una partita ostica contro una squadra tedesca che venne a Milano solo per difendersi sfruttando anche un campo che rassomigliava più a uno di patate che a uno di calcio.
Milan-Werder Brema ai quarti nel 1989: il rigore di Van Basten…
Ci volle un rigore un po’ generoso per fallo su Donadoni, trasformato da Van Basten per sbloccare la partita e per ipotecare il passaggio del turno. Il Milan ebbe numerose altre occasioni: più volte Gullit, Van Basten e addirittura Colombo provarono a raddoppiare ma il portiere tedesco Reck si erse a saracinesca e malgrado tutto il risultato rimase in bilico fino alla fine.
Fu proprio questo quarto di finale le partite che fecero capire al Milan di essere una squadra che potenzialmente poteva vincere la Coppa dei Campioni 1988/89 come avvenne pochi mesi dopo.




