Al Milan lo hanno atteso una stagione intera, atteso invano. Il grande investimento di Paolo Maldini e Ricky Massara dell’estate 2022 (sbarcato in Serie A per 32 milioni di euro) in maglia rossonera è risultato un vero e proprio flop. Ora, Charles De Ketelaere cerca riscatto in Italia con i colori nerazzurri dell’Atalanta allenata da Gian Piero Gasperini. Il gol all’esordio – lui che da milanista ha collezionato appena un assist, in campionato contro il Bologna – fa ben sperare, ma la strada è lunga e in salita.
Dal ritiro della nazionale belga, l’ex Bruges ha spiegato cosa non ha funzionato in dodici mesi vissuti nello spogliatoio di Milanello: «Quando arrivi in un posto nuovo c’è molto da fare – ha detto -. Adattarti al Paese, al sistema di gioco, alla lingua. Ma naturalmente, se al Milan non ha funzionato, è stata anche in parte colpa mia: non è stata la stagione che mi aspettavo, ma non me ne pento.
Milan, ora anche De Ketelaere ammette le sue colpe
Milan, la dura ammissione di Charles De Ketelaere
Non sempre ho raggiunto un alto livello, e entrare a partita in corso come spesso mi è successo non ha aiutato. Non sono un tipo esplosivo, mi sento meglio quando sono in campo per un periodo di tempo più lungo e posso entrare davvero nel flusso di una gara. Le critiche hanno fatto il resto: non leggo sempre i giornali, cerco di isolarmi. Ma comunque le senti e non resti indifferente. Non aver mai segnato è stato un problema: la gente chiede gol e assist, non guarda soltanto alla prestazione».
Eppure il sostegno a De Ketelaere in casa Milan non è mai mancato: tutti, dall’allenatore ai tifosi passando per i compagni di squadra hanno provato a scuoterlo fino all’ultima giornata di campionato: «Se il Milan mi ha suggerito di andarmene? In parte sì. Ma anche io sapevo che avrei avuto poco spazio. Per tutta l’estate ci sono state trattative di mercato. Mi sono chiesto: aspetto la mia occasione, resto anche giocando un po’ meno? O vado in un’altra squadra per mettermi alla prova? La seconda ipotesi mi faceva sentire meglio. L’Atalanta ancora di più».




