L’estate in Casa Milan ha portato una quasi totale rivoluzione, nei quadri dirigenziali prima, con i “licenziamenti” di Paolo Maldini e Ricky Massara, nella rosa di Stefano Pioli poi. Oggi il nuovo Milan gode di maggior fisicità, in campo è più intenso, solido, muscolarmente molto più europeo. Gerry Cardinale, numero uno del fondo RedBird che da un anno è alla guida del club rossonero, ha spiegato qual è stata la scintilla che durante i suoi primi dodici mesi al Portello ha fatto esplodere il cambiamento.
Cardinale: «La cosa che più mi ha colpito in questo primo anno – ha raccontato nell’intervista rilasciata al magazine 7 del Corriere della Sera – è vedere la distanza con il Chelsea nelle due sfide di Champions. Perciò ho voluto un Milan più fisico, più veloce, più intenso, nelle prime partite si è visto». Cardinale si è poi soffermato su un altro problema tema da tempo di discussione, ben più ampio. Riguarda la Serie A, un campionato il cui gap con i principali competitor europei è oggi ai massimi storici.
Com’è nato «un Milan più fisico»: Cardinale svela il retroscena
Milan, Gerry Cardinale parla dell’intensità dei rossoneri
Urge un cambiamento a livello di regole, all’interno del sistema che governa il nostro calcio. Gli stadi ad esempio non sono attrezzati adeguatamente e necessitano una quasi totale ristrutturazione (il nuovo impianto del Milan che sorgerà a San Donato farà da apripista, sarà un modello di riferimento per tutti i club proiettati al futuro).
E poi i diritti televisivi della Serie A, poco valorizzati (per non dire “per nulla”) e il cui paragone con ciò che succede all’estero è sempre più imbarazzante: basti pensare che il valore degli stessi nel campionato inglese è triplo rispetto all’Italia. Così il numero uno di Casa Milan sul settimanale 7: «Farò di tutto per avere un club vincente, ma come partner della serie A dobbiamo augurarci pari impegno per ridurre il gap di tutto il campionato con la Premier».




