Vittorio Sgarbi mette a tacere il presidente del Milan Paolo Scaroni dicendo che il vincolo sullo stadio Meazza ne impedisce la demolizione. Duro attacco del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi al presidente del Milan Paolo Scaroni, che ieri, nel giorno in cui è stato formalizzato il progetto per il nuovo impianto dei rossoneri a San Donato Milanese, non ha escluso del tutto che la “soluzione San Siro” possa essere sottoposta a nuova analisi: «Se Sala (il sindaco di Milano, ndr) dovesse rimuovere il vincolo legato al secondo anello – ha spiegato Scaroni -, allora il progetto tornerebbe sano. Noi intanto andiamo avanti come treni su San Donato». Vittorio Sgarbi, convinto che il Giuseppe Meazza debba essere tutelato e non demolito, ha detto che al massimo rappresentante di Casa Milan «piace fantasticare».
Sgarbi ha replicato in tono fermo e deciso alle parole espresse ieri da Scaroni: «Il vincolo storico relazionale sullo stadio Meazza deciso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano – ha precisato il critico d’arte, nominato sottosegretario alla cultura dal Governo Meloni -, è un punto su cui non sono ammesse trattative. Il Meazza non va demolito. Punto».
Milan, vincolo stadio San Siro, Sgarbi attacca Scaroni: «Gli piace fantasticare»
Nuovo stadio Milan, Vittorio Sgarbi contro Paolo Scaroni sul vincolo
Sul tema in settimana era intervenuto anche il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala: «Paolo Scaroni è un amico e sa benissimo che se avessi la possibilità di togliere il vincolo su San Siro lo toglierei – le parole del Sindaco a margine di un evento alla Fondazione Corriere della Sera -. Credo che un vincolo del genere, che tra l’altro è di tipo culturale, sia una follia. Siccome qualcuno l’ha messo questo vincolo dobbiamo capire cosa possiamo fare. Non ho il potere di toglierlo ma se lo potessi fare lo toglierei in un secondo».




