“Il Milan ha dimostrato di non essere ancora una squadra“. Arrigo Sacchi apre così il suo editoriale post Milan-Borussia Dortmund. Un’analisi lucida, da esperto di campo, pienamente condivisibile. Sulle colonne della Gazzetta dello Sport il profeta di Fusignano centra il punto, il nodo ingarbugliato al centro della preoccupante crisi di risultati e prestazioni della squadra di Stefano Pioli: “Se giochi individualmente – scrive -, se non hai le corrette distanze tra i reparti e se non fai pressing, in Europa vai in difficoltà”.
“Questo Milan – scrive Sacchi – non dà tranquillità, non trasmette sicurezza, non ha il necessario equilibrio“. Motivo per cui è difficile credere che il 13 dicembre a Newcastle il Diavolo possa strappare successo e qualificazione agli Ottavi (traguardo che non dipende più solo dai rossoneri). Il Milan poteva andare in vantaggio subito con Giroud dal dischetto, i tedeschi si sono portati avanti dalla medesima posizione del francese – dagli undici metri – e il Milan ha saputo reagire. Il bicchiere insomma non è del tutto vuoto. Poi però “troppi alti e bassi (…) e troppe disattenzioni, soprattutto nel reparto difensivo” hanno indirizzato il match sul binario peggiore. Ora il Milan rischia di deragliare, fuori da tutti.
Arrigo Sacchi lo sa: “Milan, stai più attento…”
Arrigo Sacchi: “Milan, troppe disattenzioni. E poi l’unità…”
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“Guardate il gol del 2-1 dei tedeschi – sottolinea Sacchi -, i rossoneri sono posizionati male, uno va a raddoppiare, non prende il pallone e lascia libero l’avversario sull’esterno. Questi errori, a livello internazionale, si pagano: è inevitabile”. Al netto degli infortuni – alla lista ieri sera si è aggiunto quello di Malick Thiaw, che ora rischia un lungo stop – “non si può dire che sia mancato l’impegno. Chi è sceso in campo – commenta Sacchi – ha dato tutto ciò che aveva. Il guaio è che questo ‘tutto’ non è stato sufficiente a superare l’ostacolo”. Come a dire: questo non è (ancora) un Milan da Champions.