Milan, la panchina di Stefano Pioli non traballa, ma le crepe sono evidenti: i milanisti sui social continuano a chiedere il suo esonero
Nemmeno il 2-2 arrivato al novantesimo a Salerno metterà a rischio nelle feste di Natale la panchina di Stefano Pioli: l’esonero immediato non verrà preso in considerazione dalla proprietà americana del Club, ma senza punti pesanti nelle prossime due partite (contro Sassuolo in casa ed Empoli in trasferta, a inizio gennaio), RedBird si riserverà di valutare una nuova soluzione. Sui social intanto è stata un’altra notte di fulmini e saette: “Grazie di tutto ma deve andarsene a casa!” gridano i milanisti sui social, esausti dopo l’ultima caduta di Leao e compagni in campionato (per giunta contro un’avversaria con mezzo piede nella fossa) e l’ennesimo (il trentesimo) infortunio muscolare della stagione.
Il Milan non vince in trasferta in Serie A dal 7 ottobre (Genoa-Milan 0-1); un trend quasi da retrocessione, altro che da squadra – per citare Giorgio Furlani e le sue parole nel pre partita dell’Arechi – «ancora in corsa per tre trofei, Coppa Italia, Europa League e Serie A». Il futuro di Stefano Pioli potrebbe (non subito) tornare in discussione. Decisiva in tutto questo anche la posizione di Ibrahimovic, ieri in Campania alla prima uscita pubblica da Senior Advisor del Club.
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Zlatan non ha potere decisionale, non è dirigente del Milan. Ma può incidere suggerendo la via da seguire e Cardinale ha già fatto capire che lo ascolterà (su diverse pratiche, non solo su quella che riguarda l’allenatore). Chi mettere al posto di Stefano Pioli nel caso il Diavolo dovesse inciampare anche con Sassuolo ed Empoli? Tanti dubbi. L’ipotesi che avanza è quella di un tecnico traghettatore. La soluzione interna (Ignazio Abate dalla Primavera alla Prima Squadra) stuzzica ma non vorrebbe sgretolare del tutto gli equilibri dello spogliatoio del secondo team che bene.
Ieri però 5 pilastri della Primavera erano sulla lista dei convocati di Pioli. E non è un caso infatti che la formazione di Abate nel pomeriggio sia stata fermata all’ultimo respiro dal Verona. La questione “panchina” insomma è molto delicata e non di facile soluzione. Ingaggiare un altro allenatore, un traghettatore dall’esterno, significherebbe come minimo metterlo sotto contratto per almeno una stagione intera.